Blockchain : è possibile costruire un circuito finanziario alternativo?

Workshop con Andrea Fumagalli

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Questa settimana la rubrica dedicata al mondo della Blockchain ritorna ma in modo differente. Oggi vi raccontiamo un evento al quale abbiamo avuto occasione di partecipare e che riteniamo utile per approfondire e comprendere lo scenario economico attuale in cui le cripto-monete si stanno diffondendo.

Lo scorso mercoledì 21 febbraio si è tenuto presso Zero81-Laboratorio di mutuo soccorso di Napoli, un Workshop con Andrea Fumagalli dedicato alla Moneta locale/alternativa (CommonCoin) e pratiche sociali di autonomia finanziaria finalizzata ad una nuova economia locale, solidale che ponga al centro le relazioni sociali e che liberi risorse capaci di produrre reddito e un “welfare del comune”. 

Andrea Fumagalli

Andrea Fumagalli, noto economista e tra i massimi esperti di circuiti monetari, ha tenuto un focus sull’instabilità strutturale dei mercati finanziari e sull’impatto che questi producono sull’Europa, creando un vero e proprio tavolo di autoformazione, costituito per lo più da giovani studenti, partendo dall’abc dell’economia per lanciare un percorso congiunto e aperto sul tema.

Ruolo della moneta nella nostra storia

Il workshop è partito da un’analisi storica della moneta.

“È uno strumento con il quale è possibile valutare e misurare un fine, un’unità di misura, un mezzo di intermediazione.”

La moneta nasce da un’invenzione prettamente umana, è uno strumento di mediazione legato alle relazioni sociali, spesso non  paritarie. La moneta è sinonimo di comunità, di fiducia ma soprattutto di potere decisionale che ad oggi diventa potere capitalistico. Anticamente, nelle società preistoriche, la forma della moneta è stata associata al binomio moneta-merce. Era il mezzo di pagamento per consentire le attività di scambio per la sopravvivenza ed unità di misura del valore delle merci scambiate. La moneta, fin dalle sue origini, è stata la rappresentazione di valore, espressione di potere e differenziazione delle gerarchie sociali. Solo con la formazione degli stati nazionali europei e l’avvento tecnologico del XV-XVI secolo, la moneta assume un ruolo statuale con la funzione di riserva di valore e misura patrimoniale. Con il passaggio dal capitalismo fordista al bio-capitalismo cognitivo finanziarizzato il compito principale della moneta, si modifica, abbandona la sua funzione di credito per dare spazio alla moneta-finanza. Questo passaggio dalla moneta-credito alla moneta-finanza è di rilevante importanza poiché implica un cambio della gestione governativa monetaria: se la prima è emessa sotto il controllo delle istituzioni monetarie, banche centrali, la seconda è prettamente legata alle dinamiche del mercato finanziario.

Oggi la moneta si sgancia totalmente dal mondo materiale, assistiamo alla sua completa smaterializzazione. Da moneta “merce” diventa “puro segno”, non esiste più un’unità di misura del valore della moneta, non è più determinato esclusivamente da chi la emette.

 Le cripto-monete

“La cripto-moneta, come qualsiasi tipo di moneta, è uno strumento. E, come per ogni strumento, la sua utilità dipende dal modo e dal contesto sociale in cui viene utilizzata.”

Nell’epoca in cui viviamo, immersi quotidianamente in un ricco flusso comunicativo, dove la tecnologia si presta da strumento, non ci sorprende che sia possibile creare del denaro immateriale, in forma digitale: le cripto-monete. Le cripto-monete (Bitcoin, Freecoin, Litecoin ecc) a oggi circa ben 1414, sono nate con lo scopo di facilitare le attività di scambio e fornire una maggiore liquidità monetaria in modo del tutto anonimo e libero. La vera rivoluzione, alla base di questo nuovo sistema, sta nel cambiamento radicale del monopolio di emissione, nella vera e propria sostituzione del soggetto decisionale. Non sono più le istituzioni monetarie che decidono la politica monetaria e finanziaria, ma autonomi individui che producono e diffondono digitalmente la moneta con l’appoggio di altri individui che decidono di riconoscerla ed utilizzarla come valore monetario. Quest’aggregazione, coesione verso gli altri, è la riposta di sfiducia verso un’agire etico e politico che incarna un malessere collettivo. È proprio il rapporto di fiducia che s’instaura all’interno di una certa comunità che è alla base della nascita delle cripto-monete.  La moneta contemporanea difatti, diviene espressione del biopotere finanziario.

Il fenomeno dei Bitcon

Il Bitcoin è la prima e più diffusa tra le cripto-monete sul mercato. Nasce come valuta virtuale nel 2009 per merito di Satoshi Nakamoto e si basa su un complesso sistema di crittografia. Questa moneta è prodotta da reti “peer to peer” in modo decentrato e anonimo da utilizzare come vero e proprio mezzo di scambio, attraverso un  sistema di trasferimento di valuta tra i conti pubblici, detti wallet (portafoglio), degli utenti. Chiunque può coniarla, ma esiste un tetto massimo di 21 milioni bitcoin coniabili. L’uso di questa moneta garantisce l’anonimato, anche se ogni bitcoin ha un intestatario in modo da poter essere utilizzata una sola volta. La privacy è garantita dal fatto che è il possessore a decidere se rivelarsi o meno durante la transazione. Inoltre ogni moneta può avere un address diverso, caratterizzato da 34 caratteri alfanumerici.

Queste monete digitali sono a tutti gli effetti un mezzo di pagamento e unità di valore. In quanto unità di valore esse sono più quotate rispetto alle altre valute legali in corso. Per la moneta locale, che opera in un territorio delimitato, il tasso di cambio è fisso mentre per le cripto-monete, che operano a livello globale, il tasso di cambio tende ad essere flessibile e invariato poiché dipende dall’ammontare degli scambi che avvengono sui mercati finanziari internazionali.

E’ possibile costruire un circuito finanziario alternativo?

“Questa nuova situazione è una sfida e allo stesso tempo una possibilità per costruire un sistema monetario e finanziario alternativo, in grado di superare i nodi contraddittori e iniqui del capitalismo contemporaneo.”

La moneta del comune, che non è legata al concetto di “bene comune”, dovrebbe sostituire la moneta-finanza. Questo vuol dire che bisogna ri-creare e ri-generare un nuovo circuito economico, diverso da quello precedente, legato alla legge dei poteri finanziari. Più specificamente, la moneta del comune può diventare un’alternativa a un’economia monetaria e finanziaria di produzione, se utilizzata come strumento di remunerazione della forza-lavoro.

La moneta del comune, soggetta a diverse interpretazioni, dovrebbe rispettare alcune caratteristiche:

  • Essere non accumulabile e non diventare oggetto di speculazione.
  • Attenuare la dipendenza dei lavoratori dal vincolo economico alla vendita della loro forza-lavoro e quindi al rapporto salariale, riducendo la precarietà.
  • Permettere di sviluppare forme di cooperazione alternative fondate sulla messa in comune dei saperi, dei risultati della produzione e su reti di scambio che escludano la logica del profitto.
  • Essere “non proprietà”.

La costruzione di un circuito finanziario comunitario alternativo dovrebbe essere in grado di emettere moneta digitale sotto la supervisione della comunità in modo democratico. Lo scopo di questo circuito alternativo è quello di fornire finanziamenti per lo sviluppo di servizi sociali, la produzione di valori d’uso e favorire la crescita di produzioni auto-organizzate, non a scopo di lucro. Può consentire una produzione del comune, che possa rappresentare un contropotere monetario nella costruzione di circuiti finanziari alternativi, generando la necessità di avere una moneta non come “bene comune” ma come “common”, espressione e misura del valore di quella cooperazione sociale che oggi viene espropriata dai mercati finanziari.

“È tempo di pensare a uno strumento monetario in linea con le nuove soggettività del lavoro vivo, oggi precarie.”

 

 

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