Community supported fischery un modo alternativo per l’acquisto del pesce

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La pesca collettiva meglio conosciuta come Community Supported Fischery (CSF) è un metodo alternativo per la vendita del pesce fresco e dei frutti di mare di provenienza locale.
La community supported fischery offre ai suoi membri la possibilità di acquistare merce fresca con una card di riconoscimento: i consumatori si iscrivono, pagando in anticipo una quota per l’acquisto di pesce e frutti di mare che avranno in consegna settimanalmente.
Freschezza e bontà sono assicurate e la diversità di pacchetti permette anche la messa a disposizione di prezzi accessibili a tutti ed un’ottima varietà.
Ogni community supported fischery mette a disposizione dei suoi membri una diversa varietà di pesce in base anche alla normativa locale, formato di cattura, stagionalità e posizione geografica; alcuni sono specializzati nella pesca di frutti di mare mentre altri si rifanno alla disponibilità del momento.
Nonostante però ogni comunità di pesca collettiva abbia i propri programmi esistono cinque punti che le accomunano tutte:

  • Trasparenza
  • Accesso a Premium (pacchetto con frutti di mare pescati localmente)
  • Prezzi equi che rispettino però il valore della merce
  • Coinvolgimento dei pescatori nei sistemi locali
  • Fornire un quadro generale ai clienti riguardo le risorse marine

Questi sono considerati i punti principali per una buona offerta e grazie a questi i programmi posso seguire il modello Triple bottom line (TBL) per valutare le loro prestazioni in maniera più ampia e creare maggiore valore di business. Il TBL è un tipo di contabilità composta da tre parti: gestione ambientale, stabilità economica e miglioramenti sociali.
Il primo programma di community supported fischery è stato avviato nel Port Clyde negli Stati Uniti nel 2007 e simili stanno nascendo anche in Europa.
Tutto questo nasce per aiutare gli ecosistemi marini e proteggerli dalla pesca eccessiva mantenendo però comunque un numero di pescatori corposo. Questi programmi di CSF promuovono la relazione fra i pescatori, i consumatori e l’oceano in modo così da offrire alta qualità.

Community supported fischery: un modello preso in prestito dall’agricoltura

Raccogliere le idee, le esperienze pratiche e le iniziative nel campo dell’agricoltura collaborativa italiana e confrontarla con case study estere è lo scopo per il quale nasce l’agricoltura supportata dalla comunità, in inglese Community Supported Agriculture (CSA).
In Europa e nel mondo questo lavoro di condivisione, di fare impresa comune fra contadini e consumatori ha assunto declinazioni particolari proprio perché rafforza il concetto di redistribuzione del valore dei prodotti agricoli e costituisce un importante sostengo per la Rural Social Innovation System.
Per l’Italia il primo esempio di agricoltura civica è ARVAIA una cooperativa di cittadini coltivatori biologici bolognesi che nasce con lo scopo di coltivare la terra ricorrendo all’aiuto di un gruppo di soci che distribuisce poi i prodotti biologici raccolti.
I soci di ARVAIA si riuniscono periodicamente per definire strategie e piani delle colture e settimanalmente viene fatto il punto della situazione riguardo la distribuzione dei prodotti in città; possono frequentare i campi anzi viene loro richiesto un aiuto in manodopera in modo così da imparare e diventare consapevoli di ciò di cui ci si nutre.

Piattaforme made in Europe

Nonostante la pesca collettiva non sia un settore ampiamente diffuso possiamo fare esempi importanti di piattaforme che si sono mosse verso questa direzione.
Roberto proveniente da una famiglia di commercianti ittici e Daniele da un’antica famiglia di armatori termolesi sono “cresciuti respirando cultura e tradizioni marine” e da questo nasce FISH.BOX. E’ la prima community supporter fishery italiana e nasce con lo scopo di creare un contatto fra il pescatore e il consumatore in modo da stipulare una sorta di fidelizzazione ed assicurarsi della qualità della merce.
Il progetto serve per le reti GAS –gruppi di acquisto solidali- e si espande anche alle piccole comunità e alla ristorazione attenta alla qualità.
Fishbox è il primo modello in Italia di distribuzione ittica condivisa dal consumatore nel rispetto delle specie a rischio e dello sfruttamento degli stock ittici.

Pescadoartesanal.com, altro esempio di supporto alla community supported fischery, è una piattaforma online e un progetto di comunicazione con lo scopo di aumentare il consumo di frutti di mare. L’obiettivo del progetto, nello specifico è quello di aumentare l’offerta del pesce locale e collegare le parti interessate tramite delle aste così da aumentare anche il numero di possibili clienti. La zona del fiume Pontevedra (Lérez, Spagna) ospita quattro aste di pesce e frutti di mare che commercializzano pesce artigianale: la piattaforma informa i clienti sulla disponibilità nelle quattro aste attraverso un punto informativo unico.

Le Community Supported Fischery prenderanno il posto del banco del pesce?

 

 

Post di  Martina Eboli

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