Etica ed estetica della pizza nell’era delle reti – Instagram

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Secondo il vocabolario Treccani la pizza è una «preparazione culinaria, a base di farina di grano (o anche di granturco, castagne, ecc.), impastata con acqua o latte, lievito, uova, e olio o sugna o burro, con l’aggiunta di ingredienti varî e cotta in forno, generalm. in forme rotonde e basse». Probabilmente per indagare la pizza e la sua pratica di consumo e le sue rappresentazioni, più che far riferimento a definizioni etimologiche abbiamo scelto di affidarci a categorie interpretative nonché ad esperienze di vita di quanti “vivono” la pizza e ne fanno esperienza, finendo così per delinearne il senso.

Pensiamo che il metodo migliore per rispondere a questo obiettivo sia l’etnografia. In questo caso l’indagine di etnografia digitale sulla pizza, è stata svolta sempre attraverso una metodologia innovativa di analisi quali-quantitativa che ha previsto un coding visuale. Il campo d’analisi è stato Instagram, il social network che col suo ampio parco fotografico, può fornire un buon database per immergersi nella cultura della pizza.

Instagram è un social network che permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri e condividerle su numerosi altri servizi social, come Facebook o Twitter.

Attraverso le esperienze e le rappresentazioni degli utenti Instagram si è potuto osservare e decodificare il linguaggio visuale della pizza da diverse prospettive contemporaneamente.

Va detto che Instagram è un social network molto diffuso soprattutto tra gli utenti che trattano di food. Habitat ideale di food blogger e non solo, Instagram è pieno di profili che si riempiono di foto di cibo e ristoranti. Inoltre la food photography è una tendenza in ascesa, talmente diffusa che per l’appunto è stato coniato il termine “food porn”, per indicare un certo voyerismo legato al cibo. Secondo una ricerca del sito mashable.com, sebbene Instagram sia l’ideale per condividere foto uniche e creative, sembra proprio che una certa estetica abbia fatto in modo che si sviluppasse un linguaggio visivo adottato da moltissimi utenti. Il sito ha individuato, infatti, una serie di “profili tipo” e proprio ai primi due posti della classifica il cibo la fa da padrone, con al numero uno il profilo del “foodie”, descritto come colui che fotografa ogni minimo pasto della sua giornata, e al numero due il “Latte Artiste” ovvero l’utente che fotografa caffelatte in ogni dove e decorazioni schiumose in tazza.

Ma qual è il linguaggio visivo più diffuso per l’universo pizza? Entriamo nel merito della ricerca.

L’unità d’analisi è rappresentata dal post, inteso come la singola immagine caricata dall’utente sul proprio profilo Instagram e riportante l’hashtag #pizza nel testo a commento. L’hashtag è un tipo di etichetta o tag per metadati utilizzato su alcuni servizi web e social network come aggregatore tematico, la sua funzione è di rendere più facile per gli utenti trovare messaggi su un tema o contenuto specifico.

L’analisi è stata condotta su 1.286 foto (la matrice è stata ripulita dai contenuti non disponibili) contenenti l’hashtag #pizza, e scaricate tramite il tool Netlytic. Si tratta di un text and social networks analyzer che effettua ricerche sulla base di due tipi di comandi: per coordinate geografiche o per hashtag. Il tipo di query scelto è stato proprio quest’ultimo, per cui si è effettuata la ricerca, inserendo nel campo query l’hashtag #pizza.

Non sono stati apposti filtri linguistici e le unità d’analisi sono state sottoposte ad un’analisi qualitativa in profondità di tipo visuale.

La frequenza di ricerca è oraria e si possono ottenere fino a 10.000 post. Si è ottenuto così un elenco degli ultimi post etichettati con l’hashtag richiesto. I post sono ordinati in base al momento in cui sono stati taggati con questo hashtag.

Come detto, si è quindi svolto un coding visuale manuale delle immagini, facendo un’operazione di tagging. Abbiamo quindi semplicemente codificato ciò che vedevamo, attraverso categorie di codifica che potremmo definire auto-esplicative come Cibo, Bevande, Socialità, Elemento umano, Location, Filtro, Altro. Da queste macro-categorie sono derivati dei focus inerenti per l’appunto alla tipologia di cibo, bevanda, elemento umano e location. Tutto ciò al fine di avere un’idea di quello che è il linguaggio visivo più diffuso su Instagram per quanto riguarda la pizza.

Base dati: 1.286 immagini

Aprile 2017

Fonti analizzate: Instagram

* La matrice è stata ripulita dai post non disponibili e dai RT 
identici

CONCLUSIONI

Dal nostro campione d’immagini è emerso che la fotografia più ricorrente è quella che ha per oggetto la pizza stessa (90%) ma, accanto a ciò, emerge anche che gli utenti stessi amano immortalarsi di fronte a un bel piatto di pizza.

Tanti sono anche i fame seeker ovvero quanti sfruttano la popolarità dell’hashtag #pizza per incrementare il numero di visite e like sul proprio profilo. È per questo che l’elemento umano è spesso presente nelle immagini con questo hashtag anche se le foto non sono realmente a “tema pizza”.

Indagando nello specifico le immagini di cibo, emerge che ricorrono con maggiore frequenza foto di pizza tradizionale (54%), posizionata nel piatto per il 90% dei casi (in frequenza minore troviamo immagini close-up, al 10%). È dunque la pizza classica a farla da padrone per gli utenti di Instagram, anche se la pizza che abbiamo definito innovativa è diffusa a sua volta (in percentuale minore). Per “innovativa” abbiamo inteso una pizza che generalmente non troviamo nei menù usuali, una pizza che possiamo definire particolare e che forse, proprio per questo, merita una bella foto da condividere.

Per quanto riguarda le bevande, le più frequenti sono la cola (26%) e la birra (22%), bevande che potremmo definire classiche come accompagnamento alla pizza. Seguono ovviamente l’acqua (15%), ma anche drink (14%) e vino (12%).

 

Per ciò che concerne l’elemento umano presente nelle foto, tanti sono i selfie (42%) che gli utenti amano farsi, seguiti dai dettagli del corpo (38%) e, in percentuale minore (20%), i ritratti (intesi come foto scattate da altri). Facendo un focus sui dettagli del corpo, troviamo che ad essere più presente è la mano (52%), sono diverse le immagini di mani che reggono un trancio di pizza o che si apprestano a tagliarne una fetta.

Per quanto riguarda le immagini in cui è ravvisabile una location, troviamo che le foto al ristorante o in pizzeria (51%) sono le più frequenti, seguite da quelle scattate in casa (31%), quindi in un ambiente domestico.

Possiamo concludere che sostanzialmente gli utenti di Instagram non sembrano così “trasgressivi” quando si tratta di rappresentare e rappresentarsi attraverso la propria esperienza della pizza. Non emergono trend di consumo particolari (se non il fatto, già descritto, dell’utilizzo off topic dell’hashtag). Del resto la pizza è uno dei cibi più classici e popolari al mondo e pare che questo basti all’utente medio. Inoltre questo aspetto di “classicità” sembra in un certo senso trasmettersi proprio allo stile fotografico delle immagini, che non mostrano, praticamente mai, nessuna delle nuove tendenze in qualche modo più ricercate, della food photography.

Food photography che sull’onda del #foodporn su Instagram trova spesso libero sfogo anche fra utenti non esperti, grazie a prospettive di tendenza come quella top-down o a composizioni ricercate o ancora grazie al semplice uso di filtri. Anche in questo caso, la pizza non si presta a “sperimentazioni”, la maggior parte delle immagini vengono caricate senza filtro, cioè in modalità Normal (68%), mentre la seconda scelta è il filtro Clarendon (13%). Precisiamo che Clarendon è generalmente il primo filtro utilizzabile quando si passa in rassegna la barra dei filtri Instagram, il che lascia presupporre una certa “pigrizia” nella scelta, dovuta probabilmente al fatto che spesso ci si trova al ristorante o in situazioni non di “posa” per cui diventa più complicato o comunque meno importante stare lì a scegliere il filtro migliore. Situazioni che non comportano nemmeno la possibilità di poter fare chissà quale composizioni ricercate, data l’estrema semplicità del cibo in questione.

Probabilmente i “pizzalovers” su Instagram non si identificano come degli “artisti”, per loro esiste il solo e puro piacere di scattare una foto e condividerla, senza troppi orpelli, del resto la pizza è un cibo iconico. Sembra chiaro che la pizza in sé non viene percepita come un cibo in grado di prestarsi a chissà quale rappresentazione, non siamo di fronte a dei macarons, la pizza è gusto, semplicità, sincerità e schiettezza e il suo “ritratto” è il modo migliore per rappresentarla.

 

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