FoodHacker: La Ricetta di Funky Tomato

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“Sono in pochi a manifestare ancora dubbi circa il fatto, assolutamente evidente, che il modello di crescita finora adottato non sia sano. I guasti prodotti dall’accaparramento delle risorse a esclusivo vantaggio di un’esigua minoranza, e dalla monetarizzazione di qualsiasi relazione (dell’uomo con l’uomo, dell’uomo con l’ambiente, dell’uomo con la società…) sono sotto gli occhi di tutti.

 Il ritorno a una saggia frugalità viene ormai invocato a gran voce da prospettive distanti (se ne avverte l’eco nella più avvertita stampa conservatrice allo stesso modo che in quella progressista).  Il nocciolo di questo gigantesco fraintendimento è, probabilmente, l’idea che la felicità risieda in un uso corretto o scorretto, bulimico o parsimonioso, dei beni; come pure nella persuasione che governarne la produzione sia, di per sé, sufficiente a procurarci un pezzetto di cielo.  Ma per riuscire a vedere oltre i problemi e immaginare soluzioni efficaci bisogna ampliare lo sguardo.

E in merito a questo i centri di creazione di senso non sono più le metropoli ma proprio le aree marginali. Il trend crescente che vede flussi importanti di giovani ritornare dalle aree metropolitane alle aree interne nasce dalla volontà di ricostruire il tessuto sociale delle comunità intorno al valore (materiale e immateriale) prodotto. Con il progetto RuralHack sosteniamo  questo ritorno con tutti gli strumenti possibili creando ponti tra il meglio delle innovazioni del presente (transmedia storytelling, tecnologie 4.0, robotica, open source hardware, blockchain…) e tutto quello di importante del passato che abbiamo perso e che vale la pena recuperare per il nostro futuro.

Sono ipotesi nuovissime di crescita felice di fronte alla crisi del presente, avamposti di tutela della biodiversità elaborati alla luce delle più avanzate conoscenze tecnologiche ed un orizzonte volto sempre al futuro.

Queste nuove forme di vita delle aree interne ci indicano la possibilità di imparare a “riguardare” i luoghi nel duplice significato, come dice Franco Cassano in “Pensiero Meridiano”, di guardarli con occhi nuovi e di averne cura.

 E come in ogni sistema apparentemente chiuso, come sembra apparire oggi la nostra società,  tra gli hacker più interessanti ho incontrato la crew di Funky Tomato che mi fa piacere far conoscere ai giovani che saranno a Giffoni. I FunkyTomato sono  una specie di rock band del pomodoro (e non solo)  che con la loro performance multipop  mettono in pratica nuove forme di vita che producono proposte concrete di crescita sostenibile e felice, perché condivisa, e ci indicano possibili vie di fuga al fallimento del presente”.

Alex Giordano – direttore scientifico RuralHack

Ricordiamo che Funky Tomato è una filiera agricola partecipata, che crede nella necessità di costruire reali alternative alle dinamiche di sfruttamento e speculazione. Dal 2015 ad oggi è stata messa in piedi una rete di produttori, trasformatori e consumatori che dal basso hanno dato forma ad un’impresa che mette al centro gli esseri umani ed i loro bisogni, non il mero profitto. Funky Tomato mette in pratica nuove forme economiche che sono basate non solo sul rispetto dell’ambiente ma considerando elemento centrale la dignità lavorativa e culturale delle persone e dei territori.

In questo incontro due dei principali foodhacker italiani, Alex Giordano (fondatore di RuralHaub e RuralHack)  e Federico Valicenti (chef internazionale e Cibosofo) entrambi amici e tra i principali sostenitori di FunkyTomato il progetto più disruptive del FoodSystem Italiano (e non solo) presentano il documentario LA RICETTA e ne discutono con i giovani del Giffoni Film Festival.

 

Da un’idea di Federico Valicenti, scritto da Paolo Russo e Corrado Sabia e diretto da Giordano Acquaviva, “La Ricetta” è un documentario che indaga le relazioni profonde che esistono tra la musica, il cibo e le migrazioni. In un piccolo paese della Basilicata, Cersosimo, dove ormai vivono circa 400 persone, lo chef Federico Valicenti e la sua brigata, formata da Arouna e Bara del Burkina Faso e Jett dalla Svezia, dimostrano come la trasformazione del pomodoro possa diventare un gesto metaforico per poter indicare una strada fatta di contaminazione culturale e non di attriti fra abitudini diverse. Ecco la ricetta di Funky Tomato, che non è solo un bilanciamento corretto di ingredienti ma, forse, anche un modo per vivere il presente.

L’appuntamento è quindi venerdì 27 Luglio, ore 10.00, alla Masterclass Green: “FoodHacker: cibo, comunità e migranti verso una Rural Social Innovation”, al Giffoni Film Festival.