Leguminosa 4.0: RuralHack incontra i produttori per un’agricoltura innovativa e sostenibile

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S’inaugura venerdì 9 marzo e prosegue fino a domenica 11 a Napoli, in Piazza Dante, la terza edizione di Leguminosa, la manifestazione ideata da Slow Food Campania in collaborazione con Slow Food Italia e con la rete nazionale di Slow Beans – Comunità Leguminosa, patrocinata e sostenuta dalla Regione Campania nell’ambito del progetto “Verso Leguminosa 2018” promosso dall’Assessorato all’Agricoltura.

All’evento sarà presente anche RuralHack per raccontare e favorire l’incontro virtuoso tra tecnologia e agricoltura.

Si parla tanto del decreto Impresa 4.0 come se fosse la panacea che porterà il Paese nel magico mondo dello sviluppo.

Sono tanti gli incentivi che il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato alle imprese. Ma a noi continua a sembrare che certi modelli di innovazione pensati oltralpe abbiano poco a che fare con la reale situazione italiana, con la sua storia, con la sua moltitudine di biodiversità, cosa che rappresenta il capitale più grande su cui investire.

E mentre si parla di robotica, di intelligenza artificiale e di tante tecnologie abilitanti, le difficoltà incontrate dalla maggior parte delle realtà agricole italiane, legate all’accesso al credito, alla mancanza di know-how e ai margini poco remunerativi offerti dall’attuale filiera agroalimentare, cozzano con la richiesta sempre più forte di eccellenze enogastronomiche locali di cui le stesse sono produttrici e con i problemi ambientali e di salute causati dall’impoverimento della biodiversità.

Noi pensiamo che così com’è sempre stato sia giunto il momento di “addomesticare” le tecnologie e di piegarle ai nostri scopi. Non ci interessano le innovazioni dall’effetto WOW, utili solo a riempire le pagine dei giornali e le casse delle multinazionali che le producono, è il momento di capire se i nuovi vantaggi competitivi dati dalle tecnologie 4.0 possano essere utilizzati anche dal mondo della piccola agricoltura familiare, motore della bellezza che fa grande il nostro Paese.

Per farlo crediamo che il tema centrale sia quello della conoscenza. Per questo RuralHack intende favorire il dialogo tra le esigenze del mondo dell’agricoltura e le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Così da evitare che accada quanto successo con la rivoluzione verde: ovvero che la conoscenza sia diventata qualcosa da processare asetticamente nei laboratori chimici, trasformando i contadini da produttori a consumatori (di fitofarmaci o di tecniche di coltura) e che i cittadini siano stati estromessi totalmente dai percorsi di conoscenza su tutto quello che mangiano.

RuralHack è un collettivo di ricercatori, hacker, contadini che prova ad avvicinare due mondi apparentemente lontani: quello dell’agricoltura e quello della tecnologia, l’obiettivo è facilitare l’accesso all’agricoltura di precisione e alle tecnologie d’avanguardia a costi contenuti, in modo che tutti i contadini, veri grandi innovatori, possano pensare un futuro sostenibile, lavorando sempre più sulla qualità per l’agricoltura e il cibo.

Agricoltura open source
Sensore Arduino applicato all’agricoltura open source

L’evoluzione non è solo una bella parola, sia essa “agricoltura di precisione” o “agricoltura 4.0”, ma è qualcosa dato dalla conoscenza, vero garante di libertà. La libertà di scegliere cosa è davvero utile a chi produce, cosa è davvero utile alle nostre comunità (rurali e non), cosa è davvero utile per la nostra felicità. E non solo per quella di chi produce e vende tecnologie.

Perciò avremo bisogno di persone curiose e intelligenti e per questo a tutta la rete dei nostri produttori abbiamo dato la possibilità di andare oltre l’evento e di avviare un percorso che li candidi ad essere i primi innovatori in grado di capire come utilizzare gli incentivi offerti dalle camere di commercio per l’innovazione.

Del resto il termine open source fa riferimento all’accesso libero e gratuito al codice sorgente di un sistema informatico, in tal senso il lavoro dei contadini, custodi delle nostre biodiversità, è lo stesso degli hacker: garantire l’accesso a un bene comune, come i semi, proteggendolo dalla privatizzazione.

Durante leguminosa partiranno quindi i tavoli di lavoro dedicati alla relazione tra biodiversità e tecnologie 4.0 a cura di RuralHack congiuntamente al progetto PID MED portato avanti dalle Camere di Commercio di Caserta, di Salerno e di Benevento, insieme all’Università Federico II di Napoli.

Sarà un primo punto di partenza per raccogliere i bisogni delle aziende agricole e avviare un processo di reale collaborazione che condurrà i gruppi di lavoro fino alla consulenza e all’individuazione di progettualità finalizzate all’utilizzo dei voucher digitali i4.0 messi a disposizione dalle Camere di Commercio, con l’obiettivo più grande di riempire di senso alcune parole spesso prive o svuotate di significato.

Ricordiamo inoltre che nella giornata di sabato Alex Giordano, Direttore Scientifico di RuralHack, parteciperà anche al panel Laboratorio della Terra: La trasmissione dei saperi, l’accesso alla conoscenza, l’Università diffusa. Consulta l’intero programma dell’evento qui.

No farmer, no food!