Maker Faire Rome 2017: Perché innovare per un futuro migliore non è solo una frase fatta

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Noi di RuralHack abbiamo salutato la Maker Faire Rome 2017 con un po’ di tristezza perché sono stati giorni intensi che ci hanno regalato tanto e proprio per questo salutiamo la fiera del futuro anche con tanta soddisfazione. Insieme a tanti progetti bellissimi, RuralHack ha ricevuto il Maker of Merit 2017, ovvero un premio al merito per originalità e potenzialità, rilasciato dagli organizzatori e dalla casa madre americana Maker Media. Ringraziamo la Maker Faire Rome per questo riconoscimento ma soprattutto per tutto quello che ci ha lasciato in termini di esperienze ed incontri con persone fantastiche e appassionate, che condividono la stessa idea di un futuro migliore proprio come noi.

“Un futuro migliore”, una frase fatta per molti, ma non per noi e per tutte le persone che hanno lavorato e continuano a farlo per il bene di tutti, affinché l’innovazione non sia sinonimo di “effetti speciali”, ma di concretezza, utilità, sostenibilità, possibilità!

Alle tantissime persone interessate che si sono avvicinate al nostro stand, colorato e festoso, pieno di verde e tecnologia al servizio di tutti, chiedendoci di cosa si trattasse, continuiamo a rispondere che RuralHack è un progetto di ricerca che prova ad avvicinare due mondi apparentemente lontani: quello dell’agricoltura e quello della tecnologia, l’obiettivo è facilitare l’accesso all’agricoltura di precisione e alle tecnologie d’avanguardia a costi contenuti, in modo che tutti i contadini, veri grandi maker, possano pensare un futuro sostenibile e sempre più di qualità per l’agricoltura e il cibo. Perché i contadini sono maker autentici, in grado di trasformare i prodotti della terra, e l’agroalimentare, in previsione di quello che sarà l’anno dedicato al cibo italiano, è uno dei settori di punta e quindi più importanti del nostro Paese.

Se n’è parlato alla conferenza del terzo e ultimo giorno della Maker Faire Rome, Agrifood: Make, Hack or Tech? con tantissimi ospiti nazionali e internazionali che hanno raccontato le loro esperienze, tutte esperienze proiettate al futuro del cibo, un futuro che dovrà abbracciare le sfide della complessità che sarà.  Sul palco Lee  Cadesky, Marie Caye e Arvid Jense, Chiara Cecchini, James Hunt, Luca La Mesa, Matthew Oswald, Stephen Ritz, Miguel Valenzuela e gli amici di RuralHack Casper Koomen e Engeli Kummeling. 

Tra le tematiche toccate, una molto cara a RuralHack, l’open source, che insieme all’open hardware rappresenta per noi la possibilità di generare nuove logiche di consumo legate a principi etici e condivisi, abbandonando il cieco sfruttamento delle risorse e la logica dei brevetti chiusi. Come ci ricordano i nostri amici di Farmhack.NL: “Make things open, it makes things better!”. E allora grazie ancora alla Maker Faire Rome perché ci ha consentito di ampliare la nostra mission di mettere in connessione idee, tecnologie, persone e progetti di innovazione sociale in ambito rurale, perché ci ha dato occasione di incontrare progetti che rispecchiano la nostra filosofia, perché ci ha dato la possibilità di confrontarci anche con chi ha idee diverse.

La sfida ambiziosa, in comunione con la Maker Faire, va oltre la semplice constatazione di nuovi modelli di sviluppo sociale e della crescente attenzione al tema della qualità della vita. Vi è infatti la convinzione che, con un maggiore supporto, le idee volte a
valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano possano dare nuovo slancio a un’economia in profonda stagnazione dando valore proprio all’enorme capitale delle biodiversità del nostro Paese e alle potenzialità deflagranti che ha il cibo made in Italy nel mondo. Per quanto ci riguarda continueremo nella ricerca, cercando di approfondire l’approccio maker (del do it yourself), il naturale prosieguo di una tradizione italiana che ha visto da sempre insieme contadini e artigiani nel realizzare il tessuto economico e culturale del Paese.

Quindi grazie a tutte le persone che hanno dimostrato interesse e curiosità verso il nostro progetto, grazie a tutti gli ospiti che hanno aggiunto valore all’area RuralHack (Benjamin Shute, Casper Koomen, Engeli Kummeling, iFarming, Bloom, Donato Gallo, l’Università Federico II di Napoli, Officine Innesto solo per citarne alcuni!), grazie all’organizzazione della Maker Faire per la collaborazione, grazie ai “vicini di casa” del Future Food Institute e grazie al nostro direttore scientifico Alex Giordano e a tutte le fantastiche persone che lavorano al progetto RuralHack! Stay tuned! Stay sustainable!