Maker Faire Rome 2017: #daytwo

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Il concetto di industria 4.0 ha permeato un po’ tutte le aree della Maker Faire di quest’anno, intercettando l’interesse generale delle politiche italiane del momento. In questo secondo giorno si è tenuta la conferenza “Impresa 4.0: nuove competenze per l’integrazione tra produzione e servizi”, dove si è parlato della cosiddetta “quarta rivoluzione” che, oltre ad essere tecnologica è anche economica e socio-culturale e richiede una nuova consapevolezza non solo rispetto alle trasformazioni del lavoro, ma anche della vita sociale e del quotidiano. Lo sviluppo delle possibilità di interconnessione tra processi e prodotti sta portando alla crescita di una più ampia gamma di servizi e allo stesso tempo si stanno moltiplicando le reti tra produttori di beni e fornitori di servizi, determinando un nuovo ruolo per il terziario.

La nostra area agri tech nasce in condivisione con l’area food, che ha tenuto delle conferenze all’interno della nostra cupola geodetica: si è parlato ad esempio di cibi del futuro con Miguel Valenzuela, che ha studiato ingegneria delle risorse biologiche e dell’agricoltura ed è inventore del Pancake Bot, una stampante 3D che realizza pancake di varie forme.

La nostra cupola ha ospitato anche Bubble Alchemy, ovvero un racconto sulla potenza degli alimenti fermentati per la salute dell’uomo. Ospiti dell’area RuralHack i creatori di Bloom e i ricercatori del DAFNAE dell’Università di Padova, che hanno illustrato il loro progetto di agricoltura idroponica open source per lo sviluppo sostenibile. Ospite internazionale di RuralHack è stato Benjamin Shute, fra gli ideatori di FarmHack.org, una community mondiale di contadini hacker il cui motto è “possiamo diventare dei contadini migliori quando lavoriamo insieme”.

Naturalmente continuano i nostri workshop, ovvero “La costruzione di una cupola geodetica” e “Open source hardware in agriculture” in collaborazione con Officine Innesto.

A far visita all’area RuralHack Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, che si è dimostrata entusiasta del progetto RuralHack.
Laura Boldrini ha visitato tutta l’area dedicata a RuralHack ed ha partecipato al workshop di Open Source Hardware per l’Agricoltura mostrando viva curiosità per le possibilità di poter creare tecnologie accessibili a costi contenuti. “È fondamentale approfondire le competenze in queste tecnologie open source a basso costo – dichiara  il presidente della Camera dei Deputati – è importante sia per le aree rurali e interne del Paese ma anche per sostenere le economie dei Paesi in Via di Sviluppo”.

Il Prof. Giordano ha illustrato le applicazioni mostrate all’interno dell’area RuralHack del padiglione 9 che sono oggetto di progetti di ricerca transdisciplinari che mettono insieme giovani ricercatori interni ed esterni all’università che cercano di affrontare l’innovazione in maniera critica : “Oggi il mondo si trova ad affrontare nuove sfide di complessità aumentata il direttore scientifico di RuralHack –  e diffondere una cultura tecnologica open source  in agricoltura può aiutarci a vedere in maniera meno ottusa le sfide della sostenibilità economica, sociale ed ambientale legate al cibo. In questi giorni abbiamo dimostrato un nuova equazione che ci aiuta a vedere con occhi diversi una innovazione diversa: + robotica = – chimica”.

L’appuntamento finale della Maker Faire è a domani con l’ultimo giorno della Maker Faire e ancora tanti ospiti come i protagonisti del progetto iFarming, Casper Koomen di FarmHack.NL e Engeli Kummeling, urbanista esperta di sostenibilità.

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