Nella Giornata Mondiale del Suolo il grido che gli uomini lanciano allo specchio è #StopSoilErosion

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Oggi è la Giornata Mondiale del Suolo 2019 (#WorldSoilDay) istituita per aumentare la consapevolezza sull’importanza di sostenere ecosistemi sani.

Per noi di RuralHack che ci occupiamo di innovazione e agricoltura e lo facciamo dai luoghi e dai territori dove nasce la Dieta Mediterranea, questo è un tema di grande importanza, sul quale siamo veramente sensibili. Continuiamo ad osservare increduli come noi umani, con la tracotanza che ci è propria come specie, utilizziamo il suolo come un bel tappeto sotto al quale buttare la polvere. Senza considerare che il suolo è un tappeto prezioso: terra, acqua, piante, aria sono strettamente legate e sono la base per ogni cibo che assumiamo.

L’industrializzazione, le guerre, l’estrazione mineraria e l’intensificazione dell’agricoltura hanno lasciato in tutto il pianeta un’eredità pesante in termini di contaminazione del suolo, mentre con l’aumento dell’urbanizzazione è cresciuto lo smaltimento dei rifiuti urbani nel terreno. L’inquinamento del suolo rappresenta una preoccupante minaccia per la produttività agricola, la sicurezza alimentare e la salute umana. “L’inquinamento del suolo colpisce il cibo che consumiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo e la salute dei nostri ecosistemi” ha affermato Maria Helena Semedo, Vice Direttore Generale della FAO, all’apertura del simposio. “La capacità dei suoli di fare fronte all’inquinamento è limitata; prevenire il loro inquinamento dovrebbe essere una priorità globale” ha sottolineato (http://www.fao.org/news/story/it/item/1127209/icode/).

 

La qualità del suolo è la qualità del cibo che mangiamo

Il suolo è tanto indispensabile alla vita quanto l’ossigeno dell’aria e l’acqua potabile. Non si riflette sufficientemente sul fatto che la vita di sette miliardi di esseri umani e di un numero incalcolabile di animali dipende da uno strato di 10 centimetri di humus steso su uno strato di terra coltivabile che varia dai 20 centimetri al metro[…] Il sapiente miscuglio di tutti questi elementi in decomposizione […] fa si che il suolo viva […]. Tutto questo va a costituire le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del suolo di una determinata zona e condiziona il funzionamento dell’ecosistema locale; tutto, come il clima, il tipo di flora e di fauna o la loro assenza, influisce sulla qualità dei suoli e sulla loro evoluzione. E’ lì che germinano i semi gettati dai contadini […]”. (J. Bové, G. Luneau, L’alimentazione in ostaggio, 2016).

Quando si pianta un seme nella terra non si può pensare, come fa il sistema dell’agrifood contemporaneo, che l’obiettivo sia far crescere la pianta il più presto possibile e con il massimo possibile di materia sfruttabile, senza considerare affatto il suolo e l’ambiente. La conseguenza, infatti, è che le piante fanno felici gli agronomi e, grazie ai fertilizzanti, crescono più grandi e più in fretta ma l’effetto sull’ecosistema è estremamente negativo.

E ci sembra molto rilevante questa osservazione: “Il fitosanitario […] è un’estensione chimica della proprietà privata applicata al campo, alla pianta. Tu cresci, tu mi appartieni. La completa negazione dell’ambiente naturale […]”. (J. Bové, G. Luneau, cit.).

Quello che gli uomini non hanno capito è sintetizzato benissimo nell’art. 1 della Carta dei Diritti delle Piante (Stefano Mancuso): “La Terra è la casa comune della vita. La sovranità appartiene ad ogni essere vivente”.

La grande presunzione dell’uomo, che esercita il suo potere facendo scelte che privilegiano logiche cieche di mercato (#Capitalocene), si sta dimostrando la causa dei più grandi cambiamenti climatici.

Queste scelte stanno mettendo in evidenza che la grande intelligenza degli uomini è per gli uomini stessi un grave svantaggio evolutivo.

#StopSoilErosion

 

Annalisa Gramigna