Omelia contadina: un’azione cinematografica per la rinascita rurale

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Immagine funerale Omelia Contadina

Omelia contadina è un cortometraggio ma anche un progetto che vuole mettere in scena il dramma di una realtà dimenticata e del suo mondo in dissolvenza: quello dell’agricoltura e dei piccoli produttori locali dell’altopiano dell’Alfina, tra il Lazio e l’Umbria. A dirigere l’Omelia è la regista Alice Rohrwacher, vincitrice del Grand Prix a Cannes con Le Meraviglie e il film Lazzaro Felice che nel 2018 l’ha fatta entrare a pieno titolo nel pantheon del cinema italiano, e l’artista e street artist francese Jr.

 

Rappresentazione allegorica di un funerale

Inquadrature aeree, immensi campi verdi sui quali si muovono land art portati in processione da chi, come loro, fino a poco tempo fa coltivava fieramente quella stessa terra divenuta ora un cimitero. Ecco apparire l’accompagnamento di un orchestra solenne che fa da contorno alla litania per la quale si raccolgono tutti gli agricoltori: si sta per celebrare il loro funerale. Infine, una ruspa stende un velo di terra come a segnare la disfatta di una realtà ormai dimenticata.

Inizia così l’Omelia Contadina che Alice Rohrwacher e l’artista francese Jr hanno presentato a Venezia 77, nove intensi minuti che rendono il corto “non un film ma un’azione cinematografica” per sostenere la lotta dei piccoli agricoltori dell’altopiano dell’Alfina che hanno, nel corso degli anni, perso le loro terre a causa della monocoltura delle piante di nocciolo, le stesse che fanno da sfondo alle inquadrature durante tutto il corto. Lo sguardo ampio della telecamera si intervalla con i primi piano dei contadini, le cui condizioni sono critiche ormai da anni a causa dell’accordo siglato con la Ferrero company in Umbria che prevede entro il 2025 seicento ettari di piantagioni di nocciolo.

Lo sfruttamento intensivo dei terreni ha causato una perdita della fertilità originaria, tipica del territorio, causando molti problemi ai contadini che stremati oggi richiedono si ripensi ad un modello agricolo sostenibile.

omelia contandina 2

Nelle immagini portate sullo schermo dalla regista si riassumono le condizioni di una cultura agricola millenaria destinata ad essere simbolicamente sotterrata; una cultura che la Rohrwacher e lo stesso Jr conoscono bene. Entrambi, infatti, sono fortemente legati alla figura dei contadini e hanno alle spalle lavori che riguardano la terra: “La nostra amicizia ha fatto sì che ci siamo frequentati e visti più volte –ammette la Rohrwacher- “Gli raccontavo, da figlia di un apicoltore, della grande moria di insetti che ne deriva, e delle lotte dei piccoli contadini che provano ad arginare questo fiume in piena di speculazioni, sussidi, pesticidi. Mentre guardavamo il paesaggio segnato da file ininterrotte di noccioli ci siamo detti che sembrava un cimitero”. Da questi incontri nasce l’Omelia contadina che vuole raccontare una strenua lotta contro la distruzione dei territori agricoli con la forza e il pathos che solo l’arte sa trasmettere.

Un inno alla vita

Ci avete seppellito” urlano i contadini battendo le scarpe nella terra e nel fango, ma nonostante tutto “non è finita qui”, perché in fondo quegli uomini e quelle donne protagonisti nelle inquadrature, altro non sono che semi di una cultura arcaica e millenaria che muore e poi rinasce in un ciclo infinito e naturale.

L’idea dei loro cartonati trasportati sul territorio non rappresenta dunque un’esagerazione teatrale, ma al contrario le loro gigantografie vogliono mettere in luce un problema che non può essere più ignorato proprio perché è così grande che si vede persino nel cielo. Il corto diviene a questo punto un’azione cinematografica dal valore apotropaico, un inno di speranza per tutti coloro che combattono ogni giorno per tutelare i territori e le coltivazioni sostenibili. Il discorso, ovviamente, ha una valenza di tipo universale e parla non solo all’Italia ma al mondo intero.

“In questo piccolo corto celebriamo sì un funerale, una storia di diecimila anni che in qualche modo si è conclusa, ma è un funerale pieno di vita, perché tutte le persone che vi appaiono sono vive, e sono ancora in lotta per sopravvivere alle difficoltà cui devono tenere testa” spiega la regista.

Omelia contadina è stato presentato in prima mondiale fuori concorso all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e ha aperto la 26esima edizione del festival Visioni Italiane, promosso dalla Cineteca di Bologna. È online su MY movies dal 16 al 22 novembre, è inoltre disponibile gratuitamente sul canale YouTube della Cineteca di Bologna.

Fonti

Visioni italiane 

Cinematographe