Rassegna Stampa 1 aprile 2019

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Notizie della settimana 25-31 marzo

La situazione è seria e preoccupante: i cambiamenti climatici sono ormai evidenti e provocano effetti veramente negativi per l’agricoltura. Dall’altra parte, l’agricoltura è una delle cause principali di questi cambiamenti climatici.

Per questa ragione è sempre più importante valutare la scelta del cibo sia per la nostra salute personale, sia per la salute del Pianeta. Il binomio salute-sostenibilità trova la sua sintesi nella “doppia piramide” alimentare e ambientale, messa a punto dagli scienziati della Fondazione Barilla. Accanto alla classica piramide della dieta mediterranea c’è quella ambientale capovolta: in quest’ultima gli alimenti vengono classificati in base alla loro “impronta ecologica”, l’impatto cioè che producono sull’ambiente. Va detto, infatti, che un piatto di pasta con i broccoli, per esempio, ha un’emissione di gas serra che è più di due volte inferiore allo stesso piatto cucinato con la salsiccia al posto dei broccoli. O che l’olio, uno degli alimenti “principe” della dieta mediterranea può avere un impatto sui cambiamenti climatici che è poco al di sotto della produzione di carne. Questo a causa delle acque reflue di lavaggio del frantoio. Ogni cibo dunque inquina più o meno di altri, a seconda delle lavorazioni necessarie per produrlo.

Sull’agricoltura italiana in settimana è intervenuto il Presidente di Confagricoltura che, di fronte ad un Made in Italy agroalimentare che continua ad affermarsi nel mondo, ha evidenziato una progressiva tendenza ad importare materie prime da avviare alla trasformazione industriale. E questa situazione può essere modificata attraverso una politica agricola nazionale orientata sugli indicatori dell’economia reale: investimenti, competitività, presenza sui mercati. Oltre a strutture pubbliche efficienti, ricerca di base e applicata e innovazioni tecnologiche che sono indispensabili anche per contrastare il cambiamento climatico.

Interessanti, a questo proposito, gli innovativi sistemi di monitoraggio in vigna proposti dal progetto iXemiwine di un laboratorio di ricerca del Politecnico di Torino. L’idea è di introdurre tecnologia dell’informazione nei processi produttivi per arricchire la qualità del prodotto, migliorare la sicurezza dei lavoratori e favorire il rispetto dell’ambiente.

Secondo i dati elaborati dal Sistema Informativo Exclesior, contenuti nel focus Censis- Confcooperative dal titolo “Smart &Green, l’economia che genera futuro”, sono in arrivo quasi 500mila nuovi occupati nei settori green. Entro il 2023 ogni cinque posti creati dalle imprese attive in Italia uno sarà generato da aziende ecosostenibili. Il bisogno di competenze green e l’adozione di tecnologie nuove nel campo della sostenibilità stanno accompagnando la generale riconversione dei modi di produrre e – di conseguenza – l’orientamento della crescita economica perseguita a livello globale.

Ma secondo voi l’economia verde può essere la strada verso un cambio di paradigma?

Di seguito i link scaricabili: