Rassegna Stampa 10 dicembre (notizie della settimana 3 – 9 dicembre)

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Negoziazioni e risultati internazionali

Davide riuscirà a sconfiggere Golia? E’ in atto una lotta, apparentemente impari, tra la grande distribuzione organizzata (GDO) e le piccole e medie imprese agricole. Questa lotta si sta giocando tra Bruxelles e Strasburgo in questo ultimo scorcio di legislatura, per contrastare le pratiche commerciali sleali da parte della GDO, lamentate da vari attori della catena alimentare, documentate in varie relazioni di commissioni parlamentari, del Centro di ricerca congiunto delle istituzioni comunitarie, di Università e associazioni di categoria. Altro processo di mediazione in arrivo è quello che riguarda il nuovo accordo commerciale Canada-Ue. L’idea del Ministro Centinaio è quella di prevedere un addendum al Ceta frutto di un accordo bilaterale su tutti quei prodotti Dop e Igp che sono attualmente rimasti fuori.

L’Europa, attraverso il programma Horizon 2020, ha deciso di finanziare lo sviluppo dell’agricoltura Non-Food per produrre energia. Il progetto si chiama Panacea e punta ad avere meno energia da fonti fossili e un maggior sviluppo sostenibile. L’obiettivo è accrescere il contributo delle colture ad uso non alimentare alla strategia europea per la bioeconomia, pensata per ridurre la dipendenza energetica dalle fonti non rinnovabili. A vantaggio dell’agricoltura For Food, invece, la manovra approvata dalla Camera dei deputati. Nel pacchetto si conferma l’esenzione Imu e Irap, le agevolazioni sul gasolio agricolo e il bonus verde. Nasce il catasto della frutta “per favorire la competitività”. Più soldi all’apicoltura. Il pacchetto troverà conferma anche al Senato?

In attesa di vedere quali saranno le scelte definitive del Parlamento ci uniamo ai festeggiamenti per l’anniversario del riconoscimento ufficiale all’Arte del Pizzaiolo Napoletano avvenuta 1anno fa, dopo una straordinaria raccolta di firme a Napoli.

L’ambiente

#Acqua.

Il Gruppo Cap, che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio della Città Metropolitana di Milano, ha lanciato #waterrevolution, il programma di incubazione per sostenere i progetti più innovativi nel settore dell’acqua. Promossa da Fondazione Cap in collaborazione con Seeds&Chips —The Global Food Innovation Summit e con il contributo di Fondazione Cariplo, l’iniziativa, della durata di 6 mesi, mira a promuovere innovazione e ricerca che abbiano nella circular economy il modello di riferimento per massimizzare il valore dell’acqua, migliorare la sua governance e promuoverne gli investimenti.

#Aria.

Oslo è la Capitale green: dal 1° gennaio infatti verrà dato lo stop totale al traffico privato in una vasta area centrale in cui saranno vietate anche le e-car, per strada solo pedoni e bici (super incentivate).

#Terra e #Suolo

Fino al 14 dicembre in Polonia si tiene la Conferenza  delle  Nazioni Unite sul Clima (Conferenza delleParti,  Cop24). Tra le questioni più rilevanti l’abbattimento in Amazzonia di più di ottomila chilometri quadrati di alberi per fare spazio ai pascoli e ai campi per coltivare cereali. In un anno distrutta un’area come il Friuli. Il neopresidente Bolsonaro dice: “Non possiamo bloccare una delle ricchezze del nostro Paese per esigenze ambientali”.

Ma non solo, secondo la Fao «l’inquinamento del suolo rappresenta una preoccupante minaccia per la produttività agricola, la sicurezza alimentare, la salute umana». Prodotti chimici, materiali tossici, agenti patogeni si accumulano nel corso degli anni sui terreni destinati a produrre alimenti, determinando una alterazione dell’equilibrio biologico dei microrganismi presenti nel suolo. Le sostanze inquinanti, inoltre, entrano nella catena alimentare attraverso le piante coltivate.  Per rendere innocue le sostanze nocive è però possibile sfruttare l’azione dei microrganismi e ia piante non destinate all’alimentazione umana che hanno specifiche capacità di estrazione degli inquinanti dal suolo come canapa, pioppo, salice, canna comune. La cannabis sativa, in particolare, è la pianta che svolge meglio questo compito perché ha elevate capacità di fitoestrazione, tollera elevate concentrazioni di metalli pesanti, ha basse emissioni di gas ad effetto serra. Lasua attività di risanamento consente di bonificare terreni contaminati, per poi essere utilizzata nel campo tessile, per la produzione di carta, la produzione di particolari mattoni da impiegare nel campo della bioedilizia.

La terra, il cibo e le persone

Molto belle le storie raccolte questa settimana.

Il 48enne Masaru Kousaka in Giappone ha fondato un’organizzazione nonprofit, SOSA Project, con l’idea di convertire terreni inutilizzati e farne piantagioni di cereali. Ad assisterlo l’umile convinzione che tutta la felicità del mondo poteva stare dentro un chicco di riso. O meglio, nello stile di vita “stress-free” che da sempre accompagna la vita nei campi. Masaru è così riuscito nell’alchimistica operazione di portare nei campi di riso centinaia di impiegati, parte della classe media, pendolari fiaccati da orari usuranti e che sui treni “sviene” per recuperare il sonno. Una piccola rivolta silenziosa.

Riccardo D’Ambra, invece, racconta il suo ritorno a Casa D’Ambra, un’importante realtà vinicola di Ischia, fondata dal padre Michele. La storia di Riccardo viaggia parecchio: la sua voglia di scoprire lo porta a vivere in un kibbutz perché interessato all’agricoltura collettiva. E poi l’Europa, sempre con lo spirito di vivere popoli e culture diverse. Finché il richiamo delle radici vince: «Mio padre Michele non concepiva che un’isola così bella e ricca perdesse la sua identità».

Poi c’è la storia di Benedetta Rossi che è diventata a tutti gli effetti una food blogger super seguita. Il video in cui insegna a preparare la torta fredda all’ananas è stato visto 35 milioni di volte. Cosa c’è dietro il fenomeno Fatto incasa da benedetta? Un agriturismo nelle Marche, un sodalizio sentimentale e professionale, sette ore al giorno su social e youtube.

Infine la storia di chef importanti che hanno deciso di opporsi, di fatto, alla politica dei loro governi ma a colpi di minestra d’orzo ai frutti di mare con purè di peperoni, foglie di vite ripiene di riso, albicocche secche e menta e cosciotti di agnello a cottura lenta con quinoa e insalatina fresca. Le quattro cene a sei mani firmate da Nof Atamna Ismaeel, Haim Cohen e Kemal Demirasal sono gli eventi più attesi della quarta edizione di «A-Sham Arab Food Festival»,  che si è tenuto nel porto di Haifa, in Israele. Proprio mentre il ministero degli Affari esteri israeliano, in risposta al ritiro diplomatico della Turchia da Israele, annuncia la decisione di abbassare il grado di rappresentanza ad Ankara e di non inviare un nuovo ambasciatore nella capitale turca, la società civile manda un messaggio opposto. #ilciboèpolitica!

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