Rassegna Stampa 14 gennaio 2019 (notizie della settimana 7 – 13 gennaio)

0
129

#EconomiaCircolare è la parola-chiave di questa settimana a partire da quella che sembra una vera e propria rivoluzione lanciata da  RK Zerosrl, una società che ha acquistato il 50% delle quote di Zeropack, la newco creata per sfruttare i brevetti per produrre la bioplastica. Tutta la plastica delle confezioni per frutta e verdura e anche del pesce, della carne e dei formaggi, è possibile produrla in maniera completamente naturale, attraverso gli scarti vegetali e soprattutto biodegradabile al 100% in pochi giorni. «Non andiamo a produrre mais, a togliere terreni e agricoltura alla filiera alimentare. Impieghiamo tutto ciò che verrebbe buttato via, dalla barbabietola, alla canna da zucchero, alla frutta, a tutti gli altri sottoprodotti cui diamo valore aggiunto». Che sia vicina la soluzione al problema della plastica?

L’attitudine degli italiani per il riuso è confermata dai progetti che che hanno vinto il concorso «Storie di Economia Circolare», voluto da Ecodom, consorzio italiano di gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici, insieme a Cdca, Centro di Documentazione sui  Conflitti Ambientali. Le idee presentate sono state 118  e sono tutte esperienze già attive e operative. Tra queste alcune soluzioni viste e altre veramente curiose: legno di scarto utilizzato per fare altri mobili, un impianto idroponico che permette in contemporanea sia l’allevamento delle carpe sia un’agricoltura sostenibile, cibo recuperato contro lo spreco, un villaggio in terra e vegetali, e altro ancora.

E questa attitudine per il riuso può effettivamente diventare occasione di sviluppo economico per il Paese. Acqua, energia, rifiuti e mobilità sono gli ambiti lanciati al business forum del Cairo per avvicinare le nostre imprese a un mercato in rapida evoluzione.

Altra parola-chiave della settimana è #alleanza. Si parla di “Filiera Italia”, il cantiere aperto a maggio per sviluppare forme di collaborazione più strette tra le imprese del settore agroalimentare. La peculiarità: vuol essere un’alleanza che rappresenta «l’eccellenza della produzione italiana», unendo il mondo dell’agricoltura (ha l’appoggio anche di Coldiretti) e quello dell’industria alimentare, anche attraverso contratti di filiera capaci di dare più garanzie a tutti. Sono già oltre 50 i marchi che hanno aderito. Assieme puntano a 47 miliardi di euro di export nel 2020.

L’altra alleanza eccellente è quella tra i giganti mondiali della grande distribuzione per creare un nuovo standard sui termini di consumo di frutta e ortaggi che sono troppo ravvicinati e moltiplicano gli scarti. Un nuovo sistema ridurrà lo #SprecoAlimentare che ha cifre impressionanti. Le stime parlano di 1,3 miliardi di tonnellate, per un valore di 1.000 miliardi di dollari all’anno (Fonte: Fao). Sempre in tema di riduzione dello #SprecoAlimentare interessante è l’iniziativa di Pont-Saint-Martin, comune valdostano al confine con il Piemonte, rivolta a tutte le attività commerciali e industriali  del  suo  territorio. Il dono del cibo ai poveri consentirà loro di pagare meno tasse.

#Battaglie è la terza parola-chiave. Quella degli agricoltori per sensibilizzare al problema degli ulivi pugliesi e della conseguente produzione dell’olio. Quella contro il grano canadese al glifosato, il diserbante creato dalla Monsanto. E quella per il riconoscimento del marchio bio (inquina di più VS da più valore).

Intanto c’è chi sta sperimentando #CibiExtraterrestri: altro che chilometro zero. Si parla della possibilità di  coltivare  cibo nello spazio, imprescindibile per sfamare gli astronauti in missioni lunghe sulla Luna o su Marte. Ed è anche un’opportunità di estremo approvvigionamento  per  una Terra  futura  sempre  più  sovrappopolata e impoverita di risorse.