Rassegna Stampa 15 aprile 2019

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Notizie della settimana 8-14 aprile

L’Italia è un Paese con grandi potenzialità. Questo è il messaggio che esce dalla prima edizione del Milano Agrifood&Travel Global Summit, il primo evento che ha trattato il settore del food e quello del turismo dandogli rilievo come una realtà combinata d’eccellenza che distingue il Made in Italy nel mondo. Insieme, nella loro definizione più ampia, valgono circa il 30% del Pil, con un trend di crescita che è anti-ciclico rispetto all’andamento dell’economia in generale.

Altro gran bel potenziale lo esprimiamo, a quanto pare, nel settore del vino 4.0 cioè le tecnologie per la produzione del vino. Attualmente, infatti, l’Italia è prima per produzione vinicola ma è la Francia a comandare nel settore tecnologico. In Francia, nella regione di Bordeaux l’utilizzo dell’IoT per la mappatura del vigore vegetativo ha consentito di risparmiare dal 10 al 30% sui costi per la fertilizzazione mentre in Italia il progetto PV-Sensing sta studiando sensori di nuova concezione per il monitoraggio dei parametri agronomici del suolo, della superficie delle foglie, dell’umidità e della rugiada a cui è esposta la pianta. Dati che, grazie ad un modello previsionale, consentono di ottimizzare i trattamenti fitosanitari del vigneto.

D’altra parte noi di RuralHack sono anni che ve lo stavamo dicendo: l’agricoltura automatizzata può far risparmiare acqua e concime. Inoltre si possono mirare i trattamenti riducendoli alle piante che ne hanno bisogno. L’esperimento della Harpers Adams University da questo punto di vista è esemplare:  da due anni un ettaro di terreno a nord di Birmingham viene arato, seminato, fertilizzato, diserbato e mietuto solo da robot e trattori a guida autonoma. Il progetto si chiama Hands Free Hectare.

Alla tecnologia, maturata nei capannoni industriali e nelle città, viene chiesto oggi di adattarsi a un ambiente di campagna e, dall’altra parte, alla campagna apparentemente distante dalla città, viene chiesto di avvicinarsi alla città. E in tutte e due le richieste la tecnologia è il fattore che favorisce il cambiamento. Come dimostrano le  diverse forme e i diversi sistemi di coltivazione indoor (idroponica, aeroponica e acquaponica) delle vertical farm che sono esplose negli ultimi 5 anni raggiungendo dimensioni su scala industriale, soprattutto in Usa, Nord Europa e Giappone, con un boom di investimenti. La verdura cresce all’interno di fabbriche dismesse o in nuovissimi palazzi. Queste produzioni hanno tra i vantaggi di non impiegare agrofarmaci, di risparmiare oltre il 90% di acqua rispetto alle coltivazioni tradizionali, di essere presenti tutto l’anno a prescindere dal meteo e di essere a chilometro zero. In più oggi, grazie a led, automazione, internet delle cose, intelligenza artificiale e blockchain si possono superare anche quelli che sono stati gli ostacoli di questa rivoluzione agricola, ovvero i costi di illuminazione, fertirrigazione, gestione, movimentazione delle piante, raccolta.

Per lo sviluppo e insieme per la tutela dell’ambiente pare che il binomio “tecnologia” da una parte, e “dispositivi sociali” dall’altra, possa funzionare. Come dimostra ciò che accaduto in Baviera dove la petizione popolare «Salviamo le api» è stata sottoscritta da 1 milione e 750 mila elettori, diventando cosò legge nel Land tedesco della Baviera direttamente cioè senza passare dal referendum né, tantomeno, da una riscrittura. E il testo della petizione va a modificare l’attuale legge sulla «conservazione della natura a favore della biodiversità e della bellezza naturale in Baviera». In particolare la nuova legge mira a creare un quadro giuridico che incentivi le aziende agricole che forniscono servizi ecologici. «Gli agricoltori in Baviera ricevono più della metà delle loro entrate dal sostegno statale – spiegano dal quartier generale di «Salviamo le api» – quindi i cittadini devono poter decidere come vengono spesi questi soldi.

Di fondo il tema è la tutela della biodiversità, la grande questione che si è affacciata come risposta necessaria all’apocalisse che abbiamo di fronte se non corriamo immediatamente ai ripari.

Intelligenza artificiale, intelligenza umana, intelligenza istituzionale… quali altre intelligenze è utile mettere in campo?

Di seguito i link scaricabili: