Rassegna Stampa 18 febbraio 2019 (notizie della settimana 11 – 15 febbraio)

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La notizia questa settimana c’è: il mercato italiano dell’agricoltura 4.0 oggi vale fra 370 e 430 mln di euro e ha registrato una crescita del 270% dal 2017 al 2018. Inoltre l’Italia è il Paese europeo col maggior numero di startup tecnologiche applicate all’agroalimentare 4.0. Questo secondo un campione di 766 imprese selezionate dall’Osservatorio Smart Agrifood della School of management del Politecnico di Milano e dal Laboratorio Rise (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia. Il digitale, a quanto pare, sta entrando pesantemente nei campi della tracciabilità e della qualità alimentare: il 38% delle imprese intervistate ha migliorato l’efficacia del processo produttivo e il 32% l’efficienza, ricorrendo a 133 soluzioni già disponibili.

Tra le tecnologie, l’interesse delle imprese è in crescita per la blockchain: 42 i progetti internazionali e italiani mappati dal 2016 al 2018. Sono più che raddoppiati nell’ultimo anno. Si tratta di iniziative che, nel 24% dei casi, trovano applicazione in diversi ambiti, nel 21% nella filiera della carne, nel 17% dell’ortofrutta e nel 10% del cerealicolo. Nel 50% dei casi è stato riscontrato un forte ruolo guida da parte degli attori della distribuzione e della trasformazione.

Le Big Tech stanno spingendo molto sul mercato dell’agrifood, a partire da IBM che sta già alacremente operando anche a vantaggio della grande distribuzione.

In effetti alcuni problemi che stanno diventando rilevanti nel sistema produttivo agricolo, possono utilmente essere affrontati attraverso l’uso di tecnologie, su tutta la filiera produttiva, anche al fine di controllare la qualità e la provenienza dei prodotti per contrastare fenomeni odiosi come la sofisticazione dei cibi.

Grandi sono le aspettative sull’innovazione 4.0 dell’agricoltura anche a partire da una serie di dati non rassicuranti: le esportazioni dell’ortofrutta sono scese del 12% nel 2018 e dal 2000 l’import è balzato del 142%. E mentre l’Olanda conquista alcuni dei nostri mercati, vengono stretti accordi commerciali con la Gran Bretagna, si costruiscono nuove strategie commerciali e si innovano i prodotti. Cambiamenti in vista, dunque #staytuned

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