Rassegna Stampa 2 febbraio 2020

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Ci sono progetti piccoli che hanno la capacità di essere dei simboli, come i #frigoSolidali di Bari. Sopra c’è scritto “Aprite solo in caso di Solidarietà”: si tratta di sette frigoriferi che  si trovano in spazi chiusi ma accessibili  al pubblico, così da consentire a chiunque di lasciare o ritirare cibo commestibile. Sono frigoriferi con sei scomparti a vetrinetta che sono stati pensati sia per ridurre la quantità di cibo che finisce nella spazzatura, sia per far fronte a persone in difficoltà. La merce invenduta dei negozi, ma anche i prodotti di prima scelta e persino quanto viene preparato nelle cucine di famiglie che non hanno né hanno mai avuto il problema di un pasto.

Sono i volontari che si prendono cura del frigorifero e dei beni conservati, ritirando il cibo da catering e negozi.

Tra i soggetti che hanno ideato e realizzato il progetto ci sono associazioni, volontarie e c’è anche il Comune che ha annunciato la creazione del Bari Social Food e Cibo sociale: una rete di raccolta attraverso un programma informatizzato con detrazioni fiscali per i donatori.

Dello stesso segno è un’iniziativa molto più ampio che sta sotto il Manifesto «Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica» promosso da Coldiretti insieme al presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci, al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, all’amministratore delegato di Enel Francesco Starace, al direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi padre Enzo Fortunato, al presidente di Terna Catia Bastioli con oltre 1.300 rappresentanti del mondo economico, produttivo, culturale, sociale e istituzionale. Il Presidente di Coldiretti ha ricordato che è necessario “invertire la rotta perché non c’è più tempo” e ha sottolineato il ruolo di leader che l’agricoltura italiana può avere nell’orientare la nuova rotta perché, ha detto, è “la punta di diamante di una nuova rivoluzione verde basata sui record nella sicurezza alimentare e nel biologico fino alla capacità di agire concretamente per ridurre gli sprechi e le emissioni. Siamo ai vertici per le produzioni biologiche, con quasi 2 milioni di ettari coltivati, leader assoluti per prodotti di qualità, siamo fra i migliori per la riduzione dei residui chimici che tendono a zero e per la diffusione delle agronergie.

Sfruttando gli scarti agricoli delle coltivazioni e degli allevamenti i mini-impianti per il bio-metano possono arrivare a coprire fino al 12% del consumo di gas in Italia favorendo un nuovo modello economico circolare con una evoluzione che rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia italiana ed europea, orientandola verso un sistema più sostenibile in grado di combinare sviluppo economico, inclusione sociale e ambiente.”

La rotta è segnata, dunque, e non ci mancano esempi che possano ispirarci. Avanti tutta!

Di seguito gli articoli scaricabili:

Confagricoltura_innovare per superare dazi e Brexit

Dalle etichette alimentari ai dazi

Il frigo solidale

Macchine agricole 4.0

Piano Coldiretti per una economia green

Una rivoluzione per gli orti in città

COSÌ VA DECLINATO il futuro dell agricoltura