Rassegna Stampa 2 marzo 2020

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I dati sull’Agricoltura 4.0 ci dicono che, in questo momento storico, si tratta di un orizzonte di innovazione molto più interessante per l’offerta che per la domanda. Le imprese che utilizzano il 4.0 sono, in genere, grandi imprese monoculturali oppure imprese che stanno all’interno di mercati internazionali (come quelli del vino), sensibili –anche per ragioni di marketing- ai temi della tracciatura dei prodotti. L’uso di queste tecnologie è assolutamente coerente con le logiche di produzione attuale: aumentare le rese e ridurre i costi.

Tutt’altra riflessione, invece, da parte di chi si colloca, anche ideologicamente, in una prospettiva molto distante da questa. E’ il caso di Jean Martin Fortier, contadino fondatore del metodo biointensivo e autore del bestseller “Le jardinier-maraîcher”, che coltiva una superficie relativamente piccola senza neppure utilizzare il trattore e principalmente con strumenti manuali. Tra gli aspetti particolari di questa esperienza c’è l’attenzione non solo alla sostenibilità ambientale ma anche a quella economica. La scelta, infatti, è stata quella di intensificare il numero delle varietà per metro quadro e sfruttare al massimo le associazioni tra culture. I suoi guadagni sono garantiti dalla scelte per culture più redditizie e con un ciclo di crescita corto. La vendita è diretta, senza intermediari, secondo i principi della filiera corta e basata sul legame di solidarietà fra produttore e consumatore. Fortier poi è sostenitore delle CSA (Community supported agriculture) dove i consumatori comprano in anticipo una parte della produzione che, in genere, viene distribuita attraverso i Gas (Gruppi acquisto solidale).

Ci stiamo chiedendo da un po’ di tempo se e come mondi distanti come questi possano avere punti di incontro. Le tecnologie non possono essere strumenti adatti sia alle logiche di mercato più spinte, sia a modelli di sviluppo diversi?

Di seguito gli articoli scaricabili:

Agricoltura 4.0

COSÌ SI VIVE DA CONTADINI

Foreste d’Italia

Moltiplicatori di valore

Nelle fabbriche meno energia e prodotti senza sprechi

Tra utopia e realtà le tre variabili del Green Deal

Una vita green al 100%

RILASSATI, CUCINA IL ROBOT_