Rassegna Stampa 25 giugno 2019

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Notizie della settimana 18 – 24 giugno

 

Agricoltura, cibo e sostenibilità. Sembra che queste tre parole siano, in questo tempo, legate inscindibilmente per adempiere ad una missione di grande importanza: garantire il benessere e la salute delle persone e insieme tutelare l’ambiente e gli ecosistemi. Una parte significativa la giocano, su questo tavolo, le imprese della filiera agri-food.

L’Osservatorio Food Sustainability della School of Management del Politecnico di Milano ha censito 4.242 start up del settore (835 sono nate tra il 2013 e il 2018) e lancia una campanello d’allarme perché pare che non siano in tante a perseguire obiettivi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica attraverso soluzioni per la lotta alla fame, la transizione a sistemi di produzione e consumo più responsabili, l’utilizzo efficiente dell’acqua, la lotta allo spreco di cibo e il turismo responsabile.

I paesi con la più alta densità di startup agrifood sostenibili sono Israele (49, di cui il 71% sostenibili), Svizzera (43, di cui il 40% sostenibili) e Indonesia (24, di cui il 38% sostenibili).

In Italia l’Osservatorio ha censito 63 startup agrifood di cui 16 sostenibili (il 25%). Queste offrono soprattutto soluzioni di agricoltura di precisione e piattaforme per gestire le eccedenze, ridurre gli sprechi e promuovere i prodotti locali. Di contro, però, si presenta un mercato ancora fermo, con appena 1,8 mln di dollari di finanziamenti complessivi e in media 400 mila dollari per startup.

Dall’Osservatorio emerge anche che si stanno diffondendo nuove modalità di collaborazione a tutti i livelli della filiera e innovazioni che coinvolgono i processi della supply chain come ad esempio il packaging.

Bisogna farsene una ragione: la posta in gioco è alta perché questa è una rivoluzione di tutti dove solo insieme si può vincere forte.

Di seguito gli articoli scaricabili:

Ciclabili, puntiristoro e verde. Così la campagna è di tutti

Dalla ricerca al prodotto il food in un’unica sede

Fao, pressing tedesco sull’Italia “Non votate per un direttore cinese_

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