Rassegna Stampa 9 dicembre 2019

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Il Forum sull’alimentazione che si è tenuto martedì 2 dicembre a Milano è stata l’occasione per mettere in fila i problemi e per parlare delle soluzioni che si sintetizzano in questi punti chiave:

  • serve un’alleanza fra tecnologia, sostenibilità dell’ambiente e delle risorse;
  • bisogna coinvolgere tutti gli operatori della filiera;
  • vanno tutelati i piccoli produttori e i tre miliardi di persone che vivono nelle zone remote.

Non ci sono alternative se non smettere di esistere come specie: a rischio c’è il futuro dell’umanità.

Carlo Petrini, con la chiarezza che lo contraddistingue, l’ha detto forte: con questa economia non ce la faremo, non si va da nessuna parte. Cioè tutte le idee di cambiamento, se fagocitate all’interno del nostro paradigma economico contemporaneo, non ci lasciano via di scampo.

Il cambio di paradigma chiama in causa tutti, a partire dai governi che devono fare la loro parte affinché il cibo sostenibile sia accessibile per i consumatori e profittevole per gli agricoltori; e chiama in causa l’intero settore alimentare che deve essere lungimirante, orientando le proprie pratiche alla sostenibilità.

Stefano Mancuso, che abbiamo citato anche la scorsa settimana, ha aperto il Forum di Milano. Il professor Mancuso -che a Firenze ha fondato un Laboratorio internazionale di Neurobiologia vegetale- è intervenuto con molti spunti interessanti fra i quali una soluzioni immediata al problema del clima: «Gli alberi sono in grado di assorbire le emissioni che produciamo, e secondo una recente ricerca del Politecnico di Zurigo basterebbero 900 milioni di ettari di nuove foreste per ridurre di due terzi l’attuale livello di gas serra. È la superficie degli Stati Uniti: sarebbe una soluzione praticabile e reale». Anche perché il problema è urgente e tutte le soluzioni in discussione prevedono di cambiare stile di vita ma questo, dice Mancuso, richiede troppo tempo.

Non ci sono tecnologie o scorciatoie che tengano: se gli umani vogliono salvarsi devono fare un passo indietro rispetto ai modelli ai quali sono così affezionati. Ce la faremo a superare i 200 anni di sopravvivenza o saremo annientati dalla nostra sicumera?

Di seguito gli articoli scaricabili:

Marchio Unesco i pizza fake contro Napoli

Polizze in crescita, ma il 90% dei campi non è assicurato

I rifiuti noi li trattiamo benissimo

UNA GREEN SOCIETY COME CUSCINETTO TRA CRISI E POLITICA

Terre e credito, Ismea traina le start-up agricole

Basterebbe una foresta grande come gli USA

«Good land», l’impresa è No Cap

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Un nuovo patto per il cibo

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