Rassegna Stampa RuralHack n.67

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Sento la nostalgia del passato…

È che siamo un po’ così: nostalgici di un passato che tendiamo a idealizzare. Che sia anche un modo per legittimare la nostra inerzia verso il cambiamento?

L’agricoltura, il settore che tra tutti ha un legame più stretto con la tradizione (oltre che con i nostri bisogni primari), fatica ad innovarsi. Ne parla, in un lungo articolo, Antonio Pascale che, da agronomo e scrittore, utilizza il suo schema narrativo tripartito per spiegarci la complessità del mondo della produzione agricola e le possibili vie dell’innovazione.

Lo fa anche grazie a diverse testimonianze di agricoltori, studiosi ed esperti per dire che il sogno che abbiamo davanti, anche grazie a molti giovani agricoltori, è quello di un’agricoltura innovativa che pr La bussola di sicuro è fatta di studio, innovazione, ricerca, investimenti, maggiore integrazione dei saperi”. La bussola di sicuro è fatta di studio, innovazione, ricerca, investimenti, maggiore integrazione dei saperi”. La bussola di sicuro è fatta di studio, innovazione, ricerca, investimenti, maggiore integrazione dei saperi”. La bussola di sicuro è fatta di studio, innovazione, ricerca, investimenti, maggiore integrazione dei saperi”. La bussola di sicuro è fatta di studio, innovazione, ricerca, investimenti, maggiore integrazione dei saperi”. oduce more from less. Dice: “Forse ci stiamo riuscendo a produrre di più, usando meno risorse. In agricoltura tutti i dati a nostra disposizione indicano questa tendenza.

Rispetto al passato, usiamo meno fertilizzanti, meno agrofarmaci, meno acqua. Pensate a tecniche come l’agricoltura di precisione, che riducono di gran lunga il nostro impatto. È una nuova strada, non è detto che funzioni, bisogna sperimentare. La bussola di sicuro è fatta

di studio, innovazione, ricerca, investimenti, maggiore integrazione dei saperi”.

Noi abbiamo provato a tracciare una via: nel nostro modello mediterraneo “le tecnologie non sono per forza causa di alienazione ed allontanamento dalla tradizione, dalla ruralità, dall’artigianalità della produzione ma possono diventare il mezzo per immaginare insieme ai giovani, agli artigiani, alle piccole imprese, agli imprenditori sociali, alle start up, alla ricerca 4.0, alle istituzioni…un senso diverso della produzione, del lavoro, dell’ambiente e della società diventando, quindi, la chiave dello sviluppo sostenibile, a tutela della biodiversità, dell’ambiente e delle persone”.

Lo staff di RuralHack

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