Villaggio delle Idee Napoli: i Tavoli di Discussione

0
604

Il Villaggio contadino di Coldiretti, allestito sul Lungomare di Napoli, è stato per tre giorni arena di confronto e interazione tra giovani agricoltori, produttori e innovatori che abbinano ai metodi agricoli tradizionali le nuove tecnologie.
Il villaggio delle idee, con la supervisione del direttore scientifico Alex Giordano, è stato un momento di unione per le giovani generazioni che hanno avuto l’occasione di riflettere insieme sul mondo del food, re-inventando una nuova agricoltura che possa rappresentare un’occasione di sviluppo professionale e sociale per i giovani italiani.

Centocinquanta giovani si sono confrontati per redigere insieme nuove proposte volte a migliorare il mondo rurale, integrandole alle conoscenze digitali e delle nuove tecnologie, recuperando i saperi tradizionali e abbracciando la complessità del futuro.

La tematica di questa tappa è stata “Migrazione e Agricoltura Transfrontaliera”: un tema di forte impatto che spinge ad una riflessione multidimensionale su quello che sarà il futuro e l’evoluzione del nostro Paese, dove l’agricoltura diventa terreno fertile per l’integrazione di nuove culture in contesto già ricco di tradizioni e saperi.

I fenomeni migratori sono complessi e cruciali per comprendere la nostra realtà politico-economica, sono un aspetto intrinseco dell’evoluzione e della diffusione umana. Negli ultimi anni il numero di migranti internazionali nei Paesi di destinazione sembra non volersi arrestare e con esso accresce anche la percezione negativa del fenomeno soprattutto come minaccia all’occupazione locale. I flussi migratori rappresentano storie di lavoro e dura fatica, vite alla ricerca di un futuro migliore ma anche nuovi scenari, aperti alla scoperta di tradizioni originali e originarie. Questa problematica ci impone di ragionare sulla necessità di un’educazione alimentare seria e consapevole.

Durante questa tappa quattro tavoli di lavoro hanno discusso e interagito su problematiche riguardanti il legame tra Cibo e Migrazioni, individuando soluzioni e nuove proposte per re-immagine il futuro del Cibo.

Il tavolo Nuove frontiere dell’Export ha discusso sul recente aumento delle esportazioni verso i Paesi Emergenti: questa problematica richiede la necessità di acquisire nuove e diversificate competenze ma soprattutto l’esigenza di avere supporti professionali sul tema dell’internazionalizzazione.

Diverse le proposte suggerite:

  • Reti d’impresa e di qualità

Le reti d’impresa possono accrescere la capacità innovativa e la competitività sul mercato.

Per molto tempo l’impresa agricola è stata troppo Individualista. Il compito delle nuove generazioni è d’impegnarsi di più sul fare rete e condividere informazioni ed esperienze e avere una figura professionale di riferimento che si occupi di creare progetti per lo sviluppo di reti d’imprese e consulenza sulla ricerca d’incentivi Finanziari.

  • Imparando l’export

La formazione consente di acquisire competenze e informazioni antropologiche, socio-economiche e pratiche dei paesi d’interesse.

L’internazionalizzazione in Italia è ancora materia poco conosciuta a causa di un’assenza d’informazione a livello teorico e pratico. È necessario un programma di formazione basato su workshop sull’internazionalizzazione, manuali d’internazionalizzazione, un elenco dei facilitatori d’impresa, convegni informativi sulle culture e sui vari mercati europei ed extraeuropei.

  • Export Online

Piattaforma web che miri a supportare gli agricoltori che necessitano di assistenza.

È emersa la mancanza di uno strumento utile a reperire informazioni veloci, chiare e libere per chi vuole fare export. È necessario creare una piattaforma web per le imprese agricole che si focalizzi sul veicolare informazioni, creare matching e incontri B2B. La piattaforma deve essere costituita da un database gestito da un ufficio competente, un forum di interazione dedicato agli utenti e un servizio di assistenza.

  • Promozione del Made in Italy

Promuovere i prodotti agricoli del Made in Italy in maniera sinergica con turismo, tradizione e territorio.

Sviluppare un programma di promozione del made in Italy all’estero attraverso l’organizzazione di fiere, eventi esperienziali ed emozionali del gusto, spazi condivisi dai produttori per la vendita del Made in Italy all’estero, promozione turistica locale in Italia.

Il tavolo Evoluzione Multiculturale del Gusto ha affrontato il fenomeno delle migrazioni dal punto di vista dell’evoluzione multiculturale dei sapori. Migrazione come sinonimo di ricchezza culinaria e mash-up di gusti e tradizioni, e sul come possono convivere in maniera sostenibile ed interessante sul territorio italiano, evidenziando la necessità di lavorare ad un’educazione alimentare non oleografica ma olistica e consapevole.

Le possibili soluzioni:

  • EDUCATION

Dalla famiglia alla scuola: l’importanza dell’educazione alimentare multiculturale.

Necessario lavorare a programmi di formazione e informazione volti all’approfondimento delle caratteristiche non solo nutrizionali ma anche relative agli impatti del cibo su salute, economia e ambiente in chiave mondialista. Implementare un progetto a sostegno dei programmi di educazione alimentare nelle scuole primarie attraverso il coinvolgimento attivo delle famiglie migranti e dei piccoli italiani di seconda generazione.

  • Made on Planet Earth

Marchio che certifichi la composizione di un piatto etnico con materie prime di qualità di provenienza italiana.

È necessario creare ponti tra le materie prime di qualità e le produzioni etniche nel territorio italiano. Creare un marchio che garantisca che determinati piatti etnici sono realizzati con prodotti italiani di qualità e che ne indichi la composizione precisa anche in termini di ecotipi locali

  • Edutainment

Educational cartoon come linguaggio immediato, efficace e divertente

Spesso le comunicazioni sulla qualità e la sicurezza alimentare sono didascaliche e pesanti tanto da generare diffidenza e confusione. È necessario sviluppare format semplici ed empatici che uniscano aspetti formativi e d’intrattenimento. Creare un format crossmediale (cartoon, fumetto, webvideo, recipe) dedicato ai bambini (e indirettamente alle loro famiglie)

  • Matching b2b

Creare ponti tra chi produce materie prime di qualità e chi le trasforma in cibo etnico.

Non esistono momenti d’incontro tra i produttori agricoli italiani e i ristoratori e trasformatori di cibo etnico. È necessario creare punti d’incontro e interscambio finalizzati a realizzare alleanze virtuose, business e crescita comune. Costruire un evento di matching business to business (con il supporto della Commissione Cooperazione e Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri) e una piattaforma web con relativo market place.

  • Placement

Un festival/brand delle culture e delle tradizioni alimentari popolari evolutive

Realizzare un festival che attraverso la musica e la cultura avvicini al cibo etnico di qualità e sensibilizzi il pubblico in maniera sinestetica. Declinare il festival in momenti esperienziali e corner distribuiti tra altri eventi, autogrill e gdo.

Il tavolo Filiere trasparenti si è imbattuto in una riflessione sul concetto di “trasparenza”. Essere consapevoli di tutti i processi della filiera e apprezzare le esperienze d’integrazione potrebbe aiutare a contrastare i fenomeni di sfruttamento della manodopera come il caporalato. Progettare filiere trasparenti significa stimolare la multiculturalità, garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori della terra e promuovere l’integrazione.

Le proposte del tavolo:

  • Marchio Etico Nazionale

Un marchio che certifichi l’origine di un prodotto lavorato in Italia che rispetti un codice etico riguardo al trattamento dei lavoratori in quell’impresa.

È necessario creare un marchio volontario comune nazionale per tutti i prodotti che obblighi l’azienda a rispettare un disciplinare. Promotrice di questa iniziativa, Coldiretti potrebbe applicarla anche ad aziende di altri settori. PRO: creazione di un marchio di eccellenza che si distingua dagli altri, uniformazione dei controlli nazionali, possibilità per il produttore di vendere l’output a un prezzo maggiore, applicabilità di tale sistema a grandi e piccole imprese. CONTRO: aumento della burocrazia, allungamento dei tempi, mancata garanzia del rispetto delle norme.

  • Fattoria Didattica Multiculturale

Aprire aziende agricole facendo emergere il tratto multiculturale presente in ognuna, così da immaginare una nuova geografia delle aziende di Coldiretti.

Coldiretti dovrebbe farsi promotore di un’iniziativa di apertura che incentivi le aziende a spalancare le porte dei loro stabilimenti al fine di evidenziare il loro aspetto multiculturale. Quello delle fattorie didattiche è un fenomeno già presente a livello nazionale che Coldiretti dovrebbe approfondire per rendere visibile al consumatore in particolare l’aspetto multiculturale delle aziende.

  • Orientamento al Lavoro

Creare un sistema di matching domanda/offerta per i migranti ospitati nei centri SPRAR.

La proposta nasce per risolvere il problema della mancanza di opportunità lavorative che coinvolgano i migranti risulta essere articolata in quattro passaggi:

  • Orientamento alla professione che faccia emergere le attitudini e le vocazioni dei lavoratori;
  • Informazione rivolta alle aziende dell’esistenza di questa piattaforma;
  • Matching;
  • Formazione dei potenziali lavoratori migranti. Tale intervento dovrebbe contribuire a placare la percezione negativa del consumatore nei confronti del migrante inserito nel sistema economico-produttivo. Coldiretti dovrebbe costruire un accordo con il ministero degli affari interni.
  • Orti Sociali

Progettazione di orti sociali, scommettendo sul lavoro dei migranti.

Tale soluzione risponde al problema relativo all’assenza di formazione e informazione dei migranti. La Coldiretti potrebbe incentivare i centri SPRAR ad abilitare spazi precedentemente dismessi e destinarli a una lavorazione agricola che vedrebbe coinvolti soli lavoratori migranti. Tale progetto prevede la costruzione di un sistema economico-produttivo che abbia carattere etico e valorizzi il lavoro di tali soggetti nonché i prodotti da loro coltivati. Tale soluzione servirebbe anche a rendere visibile ai consumatori l’operosità dei migranti, così da colmare il loro deficit informativo.

Infine, il tavolo Saperi e Sapori Migranti si è dedicato a un focus sulla figura del migrante visto come il vero motore del lavoro contadino, fonte di conoscenze, tecniche e competenze: tutti saperi necessari all’agricoltura affinché si innovi ed evolvi verso il cibo del futuro. Una filiera in cui diritti e culture diventano parole chiave, integrando il patrimonio di conoscenze che il migrante porta con sé.

Il tavolo ha proposto:

  • Certificazione del “Come”

Ricercare strumenti di certificazione che attestino il rispetto dei diritti del lavoro dei braccianti, migranti e non.

Il ribasso dei prezzi dei prodotti alimentari si gioca molto spesso sull’assenza dei diritti dei lavoratori migranti e non. sarebbe necessario poter garantire al produttore la possibilità di certificare l’equità sociale ed economica della propria filiera produttiva. Si dovrebbe elaborare un segno distintivo che garantisca una sorta di fair made in italy. Questo permetterebbe ai produttori di dare una giustificazione etica al maggiore costo dei loro prodotti.

  • Accogli e Forma

Intervenire sulle politiche di accoglienza uscendo dalle logiche assistenziali per aprire percorsi di formazione e inserimento al lavoro.

L’accoglienza dei migranti è troppo spesso limitata al puro assistenzialismo. Servirebbero programmi capaci di inserire realmente i migranti in percorsi che prevedano da una parte la loro formazione, dall’altra la possibilità di far emergere le loro competenze e il loro patrimonio di conoscenze. Per fare questo le aziende e i produttori dovrebbero diventare parte attiva dei percorsi di formazione.

  • Agorà delle culture alimentari

Affiancare alla promozione dei prodotti e del gusto della tradizione italiana un percorso di scambio con la cultura alimentare di chi arriva.

L’Italia ha investito molto nella tutela e nella promozione del Made in Italy. Tuttavia la cultura alimentare che arriva nel nostro Paese portata da migranti può offrire nuove opportunità. Si propone di creare uno spazio di condivisione per confrontare le culture tradizionali italiane con le culture di altri Paesi. Dalla conoscenza di culture e saperi diversi deriverebbero nuove produzioni fondate sulla contaminazione culturale. Ciò significherebbe anche trovare nuove prospettive economiche.

  • Educazione Alimentare

L’agricoltura condivisa fra i banchi di scuola stimola consapevolezza e rispetto del territorio e dei prodotti.

L’agricoltura industriale e la grande distribuzione hanno causato una perdita di conoscenza della storia, della cultura e dei territori legati alla produzione agricola. Servirebbe rieducare i consumatori a considerare il cibo diversamente da un semplice bene di consumo si propone l’inserimento di un piano didattico di educazione alimentare che apra allo studio dell’agricoltura, all’importanza delle colture locali, della stagionalità e all’interazione con colture di altri Paesi. tutto ciò permetterebbe di sviluppare una consapevolezza che va dal seme al prodotto finale.

  • Erasmus Rurale

L’Erasmus rurale premierebbe le realtà interessate a crescere nella conoscenza attraverso viaggi in Italia e all’estero. Viaggiare è da sempre un processo di arricchimento e non di perdita.

Conoscere produzioni e tecniche di altri Paesi non comporta l’abbandono delle proprie tradizioni ed eccellenze.La proposta di un Erasmus rurale, parte dal presupposto di allargare le conoscenze, aprirsi ad altre culture, approfondendo le competenze agricole a livello formativo, tecnico e culinario. Ciò permetterebbe di far tesoro delle competenze acquisite che possono essere sfruttate una volta tornati nel Paese di origine.

Il Villaggio delle Idee non si ferma qui, prosegue il suo viaggio verso nuove e innovative idee, dandovi appuntamento dal 15 al 17 dicembre a Roma, per ri-scrivere insieme il futuro del cibo.

Articolo a cura di Marica Barile

villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee villaggio delle idee villaggio delle ideee villaggio delle idee