Oscar Green 2017: Il futuro dell’agricoltura è “We Green”

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La seconda tappa, del viaggio di RuralHack tra i finalisti degli Oscar Green 2017, vede come protagonisti i progetti della categoria We Green.

Sostenibilità ambientale è la caratteristica fondamentale dei progetti “We Green” che promuovono un modello di sviluppo sostenibile. Il ruolo dell’imprenditore diventa fondamentale per lo sviluppo della comunità e del territorio: nascono imprese più umane, dove l’agricoltura diventa un mezzo fondamentale per il benessere generale.

We Green sono tutte quelle imprese che lavorano e producono in modo ecosostenibile riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e risparmiando i materiali attraverso processi innovativi a tutela dell’ambiente.

Non a caso, We Green sono i jeans no-wash di Vito Pagnotta, i tetti in segale di Fabrizio Agosto ed il carbone naturale di Mattia di Nicolò, finalisti degli gli Oscar Green 2017.

 I finalisti della categoria We Green

Il vincitore dell’Oscar Green nella categoria “We Green” è Vito Pagnotta dell’azienda agricola Serro Croce ,di Monteverde (Av), dove produce birra da filiera agricola. L’azienda è total green: convertita in bio, coltiva cereali antichi in rotazione con leguminose che arricchiscono i terreni e consentono di ridurre le concimazioni. Gli scarti di lavorazione vengono riutilizzati per la produzione di calore o per l’alimentazione animale. Persino le acque sono a km0, e dopo l’utilizzo vengono utilizzate per l’irrigazione. Da questo background, completamente green, che nasce l’idea di Vito dei jeans no-wash, realizzati in collaborazione con Salvatore Caruso. i jeans prendono la forma di chi li indossa, sono econostenibili, non si lavano, si conservano in frigo e si puliscono sotto la doccia.

Vito Pagnotta con i jeans no-wash

Fabrizio Agosto, dell’azienda agrituristica Fior d’Agosto in provincia di Cuneo, realizza tetti in paglia di segale. La specificità dell’azienda di Fabrizio è la riscoperta delle antiche farine di segale e di vecchie varietà di grano con la macinatura in loco. La paglia di segale viene utilizzata per la copertura dei tetti secondo antiche tradizioni. La struttura che ne deriva è ecologica, può durare 50 anni e leggera fino a potere essere considerato antisismica. Fabrizio segue tutta la filiera: dalla semina della segale, al taglio, fino alla realizzazione dei fasci legati a mno con la parte appunto meno nobile, ovvero la paglia. Quindi la battitura per eliminare la granella che va alla macinazione, la pettinatura per una ulteriore selezione, la pareggiata fino alla posa del tetto vero e proprio. Recupero di lavorazioni antiche e riduzione dello spreco hanno portato Fabrizio Agosto alla finale nazionale degli Oscar Green  Coldiretti.

I tetti in paglia di Fabrizio Agosto

Dalle Marche arriva Mattia di Nicolò con il suo “carbone magico”. Con la sua società Nuove Radici, Mattia ha avviato una filiera per la produzione di Biochar, carbone vegetale ottenuto dalla combustione degli scarti delle attività agricole. Un prodotto che trattiene le sostanze nutritive nel terreno mantenendole a disposizione delle piante e incidendo in questo modo sul sapore dei prodotti. L’uso del biochar, inoltre, riduce anche la quantità di concime usato e combatte i cambiamenti climatici, abbattendo le emissioni di carbonio.

Mattia de Nicolò, biochar “il carbone magico”

I progetti di Vito, Fabrizio e Mattia combinano agricoltura, sostenibilità ambientale e innovazione, tre esempi virtuosi di giovani agricoltori.

 

Fonte: giovanimpresa.coldiretti.it