IA2GIP: un progetto contro la mosca olearia

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Il peggior nemico dell’olio d’oliva si chiama Bactrocera Oleae alias mosca olearia, un pericoloso fitofago, la cui larva si insinua nell’olivo e ne riduce drasticamente la polpa. La puntura di questa mosca sull’oliva, inoltre, ne danneggia la qualità compromettendo la produzione dell’olio che ne deriva.

La mosca olearia ha causato diversi danni agli oliveti sia italiani che spagnoli. Infatti, per debellare la minaccia, l’Università Pablo de Olavide, l’Università di Siviglia e l’Istituto Andaluso di Tecnologia (IAT), in collaborazione con l’azienda EC2CE – start up dell’intelligenza artificiale – hanno dato vita al progetto IA2GiP: Intelligenza artificiale applicata alla gestione integrata delle malattie”. Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Economia, Industria e Competitività, nel contesto del piano statale di ricerca scientifica e tecnica e di innovazione 2013-2016, mira alla creazione di un software in grado di prevedere la proliferazione sia della mosca olearia che di altri parassiti negli oliveti.

Oliveto

Contro la mosca olearia meglio giocare d’anticipo

La mission dichiarata di IA2GIP, sotto il coordinamento del prof. Francisco Martínez Álvarez, è quella di prevenire l’attacco della mosca olearia con quattro settimane di anticipo.

La principale innovazione consiste nell’integrazione dell’intelligenza artificiale, dei big data provenienti dalle centraline meteo e dalle reti di monitoraggio olivicole e di sensori impiantati nel terreno, per captare gli interventi necessari sulla coltivazione riducendo al minimo il contagio e gli sprechi.  Inoltre è previsto l’utilizzo di droni per l’acquisizione di immagini che saranno elaborate mediante algoritmi per ricavare informazioni pertinenti sullo stato degli olivi. Tutto ciò dovrebbe permettere di anticipare e debellare tempestivamente l’evoluzione della mosca olearia e quindi eliminare l’utilizzo di fitofarmaci. Anticipando le mosse della mosca olearia sarà possibile garantire una produzione di qualità in quantità maggiori.

Attendiamo il proseguimento dei lavori al “IA2GiP: Intelligenza artificiale applicata alla gestione integrata delle malattie” per testarne l’efficacia e i suoi possibili usi nel mondo agricolo.