BLOOM Project: Open source per lo sviliuppo sostenibile

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Oggi parliamo di BLOOM un progetto di ricerca rivoluzionario che si occupa di sviluppare e ricercare sistemi innovativi destinati all’agricoltura. Nello specifico BLOOM realizza prototipi e sperimenta pratiche di agricoltura circolare, con la convinzione che l’utilizzo di risorse primarie e la riduzione degli sprechi siano componenti fondamentali del progresso. Questo progetto si estende sia sul territorio italiano che europeo, in particolare promuovendo la cooperazione scientifica e tecnologica a servizio di uno sviluppo indipendente e sostenibile delle città e dei territori a livello globale. Una nuovo modo di cooperare che sia in grado di condurre ad una molteplicità di soluzioni, disegnate per il contesto specifico nel quale si opera ed adattabili a più ambienti e modelli economici volti ad innovare la produzione.

La mission di questo progetto si fonda sulla convinzione che il progresso non può considerarsi tale se non viene condiviso, e proprio questo Bloom, rende accessibili ed usufruibili tutti i suoi sviluppi tecnologici. Chiunque può usufruire della tecnologia aggiornata in maniera completamente gratuita, adattandola alle proprie esigenze in base al contesto in cui si intende coltivare. Questa “condivisione accessibile” favorisce la diffusione di nuovi tipi di agricoltura sostenibile che possano incoraggiare lo sviluppo di micro imprese in contesti rurali integrandosi nel mercato locale e nazionale.

Un prototipo di coltivazione idroponico

Con Bloom Project nasce il primo prototipo di coltivazione idroponico semplificato progettato in collaborazione con il DAFNAE, Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse naturali e Ambiente di Padova.

DAFNAE nasce nel 2012 con lo scopo di promuovere la qualità della vita dell’uomo, migliorando il settore agroalimentare e l’uso sostenibile delle risorse naturali, mediante la produzione e la diffusione di conoscenze sulla gestione e il miglioramento di piante, animali, terreno e microrganismi per il conseguimento di alimenti di qualità e al contempo garantendo la conservazione dei sistemi ecologici, la difesa e la valorizzazione dell’ambiente.

Il sistema idroponico semplificato, ideato da questa collaborazione, prevede che ogni prototipo per la coltivazione contenga circa 120 piante (insalate) e 60 di varietà a crescita più lunga come ad esempio il pomodoro, su una superficie di 8 m2. Ogni modulo può essere considerato come un modulo unitario di un’istallazione implementabile in serie. L’utilizzo dell’acqua e della soluzione nutritiva per la coltivazione idroponica lavora senza bisogno di pressione, nello specifico la pompa è alimentata a energia solare è ed è in grado di sostenere più unità produttive per una coltivazione multi-familiare a basso costo. Il riempimento del sistema di coltivazione, infatti, prevede la distribuzione della soluzione circolante attraverso movimento di caduta dell’acqua limitando così anche l’uso orario della pompa. Cicli di riempimento e svuotamento del sistema garantiscono la giusta ossigenazione dell’apparato radicale garantendo alla pianta sia l’omogeneità di irrigazione sia la disponibilità di acqua; quest’ultima è regolabile tramite uscite eccentriche a fine corsa del tubo di coltivazione e ciò permette la regolazione del livello dell’acqua all’interno del tubo stesso che a sua volta,permette una maggior duttilità del sistema alle diverse fasi fenologiche e ai cambiamenti stagionali che influenzano il consumo idrico della pianta.

Open Source e Bloom per lo sviluppo sostenibile

BLOOM non si ferma soltanto alla costruzione di nuovi prototipi, ma la sua visione globale include: condivisione di conoscenza tecnologica ed innovativa, formazione e capacity-building dei beneficiari, creazione di micro imprese agricole e sostenibili, sviluppo di un’economia circolare, coltivazione su terreni aridi/inquinati e la lotta alla malnutrizione.

In più BLOOM supporta l’avviamento di micro business locali in campo rurale,trasmette il know-how alle comunità coinvolte e condivide i sistemi OPEN SOURCE all’avanguardia per lo sviluppo di un agricoltura sostenibile, inclusiva e solidale.

L’impatto ambientale, in questo progetto, non è più soltanto una caratteristica importante ma un obiettivo da tenere sempre in considerazione.

Ancora, BLOOM PROJECT si affida a progettisti in grado di sviluppare linee guida disparate, con scelte e possibilità dinamiche, secondo un approccio human-centered, che consente di conoscere i fenomeni, le azioni e le leggi che regolano le comunità ; diventando dei veri e propri progettisti di interazioni sociali capaci di innescare processi di crescita, differenziazione e sviluppo sostenibile.

La filosofia ispiratrice di questo progetto si basa sulla convinzione che il reciproco e reale apprendimento per una società globale ma diversificata, valorizzando i rispettivi punti di forza e limitando le proprie debolezze,possa portare ad uno sviluppo equo e sostenibile, favorendo così le conoscenze e gli strumenti necessari alle comunità del Sud del Mondo per implementare i processi ed i prodotti necessari al loro sviluppo sociale.

Con l’approccio “open-source” questo progetto tende a coinvolgere un target sempre più ampio di comunità, ma con un particolare interesse per le fasce della popolazione meno agiate e più isolate geograficamente. Potremmo identificare proprio in questo,il valore aggiunto di questa start up: la sua vocazione sociale. Bloom si batte in favore della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale ed utilizzando una logica di business legata al benessere dell’intera collettività.

Una collaborazione globale può favorire nuove forme di governance più collaborative e basate sulla fiducia, che permetterebbero alle persone di cooperare su larga scala per creare valore e ridistribuirlo in modo più equo a tutto ciò che ha effettivamente contribuito alla creazione di quel valore.

Articolo realizzato da Mariaenrica Barile.

Il progetto Bloom sarà ospite dell’area RuralHack e sarà presentato da Giacomo Battaini (Head of Sustainability BLOOM ) e dai ricercatori del DAFNAE dell’Università di Padova alla nuova edizione della Maker Faire Rome European Editon.

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