
La Cop28, un importante summit sul clima, è iniziata a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e proseguirà fino al 12 dicembre. Quest’anno, l’evento pone un’enfasi particolare sui sistemi agricoli e alimentari, sulle risorse naturali essenziali come acqua, suolo e biodiversità vegetale e animale.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha sottolineato a tal proposito l’urgenza di azioni decisive per evitare un “crash planetario”, richiamando l’attenzione sulla necessità di cooperazione e volontà politica per affrontare la crisi climatica globale.
In egual modo, l‘Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ha sottolineato il ruolo unico dei sistemi agricoli e alimentari come fulcro di soluzioni sostenibili, con un focus particolare sulla trasformazione dei sistemi agricoli per accelerare l’azione climatica a beneficio delle persone, della prosperità e del pianeta.
Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, sottolinea l’importanza di analizzare il sistema di produzione alimentare, che è responsabile del 35% delle emissioni di gas serra e del 15% del consumo di combustibili fossili.
Nappini mette in guardia contro soluzioni che ignorano la complessità dei sistemi alimentari, gli squilibri di potere generati dal modello produttivo industriale e i loro effetti negativi, come la crisi climatica e l’insicurezza alimentare. Invece, propone un cambio di paradigma verso un approccio più equo e sostenibile, come le pratiche agroecologiche, che sono state adottate con successo da numerose comunità Slow Food in tutto il mondo.
Questo contesto solleva una domanda cruciale: riusciranno i leader mondiali e gli stakeholder riuniti alla Cop28 a superare le differenze ideologiche per affrontare sia la crisi climatica che quella alimentare?
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