Rural Hack al World Food Forum con Paramie Vidarshana. Le nuove generazioni costruiscono il futuro della diplomazia agroalimentare

Oggi, 14 ottobre, la nostra ricercatrice Paramie Vidarshana, Leader della Ricerca e Analisi dell’Italy Chapter del World Food Forum, ha portato al World Food Forum in corso alla FAO il percorso che stiamo costruendo insieme al Chapter italiano. Nel contesto dell’evento mondiale, che si svolge a Roma dall’8 al 16 ottobre, il suo intervento ha raccontato una collaborazione nella quale la ricerca delle nuove generazioni contribuisce a interrogare il ruolo dell’Italia nei sistemi agroalimentari globali e a immaginare le relazioni che potranno attraversarli nei prossimi anni.

L’intervento di Paramie Vidarshana al World Food Forum, FAO, 14 ottobre 2026.

«Per noi, rendere utili le raccomandazioni globali significa collegarle alle condizioni reali, a ciò che già esiste, a ciò che manca e, soprattutto, a ciò che possiamo concretamente portare avanti», ha spiegato Paramie. È una questione di metodo che riguarda anche il significato della partecipazione giovanile. Coinvolgere giovani ricercatrici e ricercatori comporta dare spazio alle loro analisi, affidare loro responsabilità nella costruzione delle proposte e riconoscere la capacità di contribuire alle scelte.

Dalla Farnesina alla FAO

Questo orientamento ha preso forma nel Primo Dialogo globale di foresight con le nuove generazioni per il futuro della diplomazia agroalimentare, promosso da Nicola Caputo, Consigliere del Ministro per l’export e l’internazionalizzazione della filiera agroalimentare e per le politiche europee e internazionali di settore, e organizzato da Rural Hack insieme all’Italy Chapter del World Food Forum.

L’incontro, ospitato il 14 maggio alla Farnesina, ha riconosciuto ai giovani studiosi un primato di competenza in materia di futuro. Una competenza che si alimenta attraverso lo studio e attraverso l’esperienza di chi abita contesti diversi, conosce le trasformazioni dei propri paesi e dovrà vivere più a lungo le conseguenze delle decisioni prese oggi.

Il foresight, inteso come processo partecipativo di anticipazione strategica, ha permesso di raccogliere visioni, aspettative e contributi sul futuro delle relazioni diplomatiche mediate dai sistemi agroalimentari. Il report di indirizzo, sviluppato dalla task force di Rural Hack sotto la direzione scientifica del professor Alex Giordano, ha proposto una lettura dell’agroalimentare italiano come infrastruttura di politica estera. In questa prospettiva, l’export si inserisce in un tessuto più ampio di relazioni che comprende cooperazione scientifica, innovazione, scambio di conoscenze, soft power e governance internazionale.

La ricerca ha individuato quattro cluster attraverso cui leggere il posizionamento dell’Italia nelle geopolitiche agroalimentari globali. Le economie mature ad alto valore, le economie emergenti ad alta dinamicità, le economie in transizione e fragilità strutturali, i principali attori geopolitici globali costituiscono una cornice comune per interrogare condizioni e possibilità differenti. A partire da questo impianto, i giovani ricercatori hanno ricostruito le partnership esistenti, la loro storia e i bisogni dei diversi contesti nazionali, elaborando proposte sulle relazioni future con l’Italia.

Quaranta giovani per il futuro della diplomazia agroalimentare

Come ha osservato Paramie, «proporre un’idea è soltanto l’inizio. La domanda più difficile è capire che cosa la renderebbe praticabile, considerando le istituzioni, le relazioni e i bisogni già presenti». Il lavoro ha coinvolto i giovani lungo il processo di ricerca, dalla preparazione delle analisi dei paesi alle prime attività di verifica e revisione, svolte da un gruppo selezionato con il supporto della guida scientifica. La partecipazione acquista così consistenza nella possibilità di produrre evidenze, discutere criticamente le proposte e contribuire alla qualità del confronto.

Dal report di indirizzo e dall’esperienza del dialogo internazionale è nato “Quattro mondi, un sistema. L’Italia nelle geopolitiche agroalimentari globali”, un volume che raccoglie i contributi di 40 giovani. Attraverso le loro analisi emerge una domanda rivolta all’Italia, alle sue istituzioni e ai suoi attori della filiera agroalimentare. Quali relazioni costruire con i loro paesi, quali conoscenze condividere, quali forme di cooperazione rendere possibili nel futuro della diplomazia del cibo?

Nel suo intervento Paramie ha richiamato anche l’Empowerment Kit sviluppato dal gruppo di lavoro del Chapter dedicato alla parità di genere e all’empowerment delle donne rurali. Con strumenti di alfabetizzazione finanziaria, leadership e advocacy, esempi italiani ed esercizi per scuole e laboratori, il Kit accompagna questo percorso sul terreno delle capacità necessarie per partecipare. La partnership tra Rural Hack e l’Italy Chapter tiene insieme queste dimensioni, collegando ricerca, formazione e occasioni concrete di elaborazione delle proposte.

La prossima presentazione di Quattro mondi, un sistema

Il volume sarà presentato a breve presso la FAO, in un evento al quale sarà invitato Maurizio Martina, Vicedirettore Generale della FAO, alla presenza di Nicola Caputo, di Noran Khalil, presidentessa dell’Italy Chapter del World Food Forum, del professor Alex Giordano, direttore scientifico di Rural Hack, e di tutti i giovani contributors del lavoro.

Sarà un’ulteriore occasione per portare le loro analisi nel confronto con le istituzioni e dare continuità a un percorso che oggi, attraverso la voce di Paramie, ha trovato spazio nel World Food Forum.

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