
Nell’attuale panorama globale, dove le proteste dei trattori attraversano l’Europa in segno di sfida alle politiche agricole esistenti, emerge un faro di speranza dalla recente ricerca pubblicata dal Food system economics commission.
Intitolata “The economics of the food system transformation”, questa analisi svela il potenziale rivoluzionario di un’agricoltura globale riorientata verso la sostenibilità, promettendo benefici economici per 10mila miliardi di dollari all’anno.
La ricerca evidenzia come i sistemi alimentari attuali, incentrati su un profitto di breve termine, siano insostenibili: contribuiscono per il 30% alle emissioni globali di gas serra e generano costi “nascosti” enormi, stimati in 15mila miliardi di dollari l’anno, dovuti a danni ambientali, problemi di salute pubblica e perdite di biodiversità.
In questo scenario, la transizione verso pratiche sostenibili non è solo desiderabile ma essenziale.
Steven Lord dell’Environmental Change Institute dell’Università di Oxford, uno degli autori dello studio, afferma che i benefici di tale trasformazione superano di gran lunga i costi, evidenziando come l’inazione rappresenti un rischio economico insostenibile. La ricerca fornisce un quadro dettagliato delle sfide e delle opportunità che caratterizzano il sistema alimentare globale, sottolineando la necessità di un cambio di rotta urgente.
Una delle proposte chiave dello studio è la rimodulazione degli incentivi fiscali per promuovere pratiche agricole rispettose dell’ambiente, come l’agricoltura su piccola scala che contribuisce alla sequestrazione del carbonio e alla conservazione della biodiversità. Inoltre, si enfatizza l’importanza di adottare diete più ricche di prodotti vegetali e di investire in tecnologie innovative per ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza.
Il rapporto non solo delinea un percorso verso la riduzione della fame e della malnutrizione globale ma proietta anche una visione in cui l’agricoltura diventa un motore per la salute del pianeta e delle sue popolazioni.
Con una gestione sostenibile, si stima che la denutrizione possa essere eradicata entro il 2050, evitando 174 milioni di morti premature e garantendo a 400 milioni di lavoratori agricoli un reddito dignitoso.
La transizione verso un’agricoltura sostenibile richiederà un investimento globale compreso tra lo 0,2% e lo 0,4% del PIL mondiale annuo, un piccolo prezzo da pagare per evitare i costi ben maggiori derivanti dall’inazione. Questa trasformazione non solo limiterebbe il riscaldamento globale a 1,5°C, in linea con l’Accordo di Parigi, ma dimezzerebbe anche le perdite di azoto, dimostrando che un futuro più verde è non solo possibile ma economicamente vantaggioso.
In un mondo che si trova a un bivio, questo studio rappresenta una chiamata all’azione per politici, agricoltori e cittadini, sottolineando che il futuro dell’umanità sulla Terra dipende dalle scelte che facciamo oggi nel campo dell’agricoltura. La sostenibilità non è più un’opzione ma una necessità urgente per garantire un futuro prospero e resiliente per il pianeta e per le generazioni future.