
Nel contesto di una crescente incertezza economica e geopolitica globale, caratterizzata da crisi sanitarie, climatiche, shock energetici, inflazione e costi aggiuntivi, il settore vitivinicolo italiano continua a mostrare una resilienza notevole. Questo è evidenziato dall’impegno costante verso l’innovazione, come sottolineato nei recenti studi presentati al Vinitaly e condotti da ISMEA nell’ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale della PAC.
Tra il 2017 e il 2021, circa tre quarti delle aziende vitivinicole italiane hanno investito significativamente nel rinnovamento delle strutture e nella modernizzazione degli impianti e dei processi. Questi investimenti sono stati spesso ostacolati da varie difficoltà, costringendo alcune aziende a rinunciare a parte delle iniziative programmate. Tuttavia, nonostante queste sfide, un impressionante 78% delle aziende ha espressamente manifestato la volontà di continuare a investire nell’innovazione nei prossimi cinque anni.
L’indagine di ISMEA ha rilevato numerosi ostacoli agli investimenti nell’innovazione, tra cui la dimensione ridotta delle imprese, l’incertezza sui benefici degli investimenti, l’instabilità del mercato, difficoltà nell’accesso al credito e ai fondi europei, e l’alto costo degli investimenti. Nonostante ciò, l’interesse verso l’innovazione rimane alto, focalizzandosi soprattutto su tecnologie avanzate e soluzioni agritech.
Gli investimenti tecnologici hanno incluso l’introduzione di sensoristica avanzata per il monitoraggio e la gestione ottimizzata delle colture, l’utilizzo di droni, robot e altri macchinari per l’automazione, nonché software gestionali per supportare le attività tecniche e agronomiche. A livello organizzativo, il 18% delle aziende ha sviluppato modelli basati su reti di impresa e piani di ricerca e sviluppo, mentre il 7% ha fatto investimenti significativi a livello di prodotto/processo.
Un focus particolare è stato posto sulla genetica, con lo sviluppo di nuove varietà di uve resistenti e tecniche di evoluzione assistita in campo, rispondendo così anche a nuove normative europee per la riduzione dell’uso di sostanze chimiche nei vigneti. L’interesse verso la sensoristica avanzata e l’Internet of Things (IoT) rimane alto, supportando la gestione quotidiana del vigneto.
L’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale per l’analisi predittiva e la riduzione degli sprechi sta diventando sempre più prevalente. Queste tecnologie non solo migliorano l’efficienza produttiva, ma anche permettono una comprensione più approfondita dei cambiamenti nel mercato e nei comportamenti dei consumatori attraverso l’uso di data analysis e neuroscienze.
In conclusione, il settore vitivinicolo italiano, attraverso una continua spinta verso l’innovazione, si sta posizionando per affrontare efficacemente le sfide future. Mantenere il ritmo dell’innovazione non solo sosterrà la competitività e la sostenibilità delle aziende nel contesto internazionale, ma fornirà anche gli strumenti necessari per adattarsi e prosperare in un mercato in rapida evoluzione.