Hashtag foodporn: Perché fotografiamo e pubblichiamo il cibo online?

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Oggi si parla tanto di #foodporn (hashtag foodporn) come della pratica di fotografare il cibo che si sta per mangiare o che si è cucinato e la voglia poi di condividerne le immagini sui social network.

Sembra quasi impossibile, per l’uomo contemporaneo, non fotografare un bel brunch domenicale. Si può fare stando seduti oppure in piedi, dall’alto, come si vede spesso fare ai più esperti food blogger, magari grazie all’utilizzo di un treppiedi super-flessibile in grado di regalare prospettive assolutamente di tendenza.

Poi ci sono ovviamente quelli che proprio detestano la ricerca dello scatto da “#foodgasm”, guardano i commensali che lo fanno con sconcerto e antipatia e vorrebbero continuare a vivere come fosse il 2007 (incuranti del fatto che l’hashtag foodporn sia uno dei più diffusi dall’avvento di Instagram).

Ma questa tendenza ormai è dilagante, basti pensare alla serie in onda sulla TV americana FYI intitolata proprio Food Porn e dedicata ai piatti più instagrammati del mondo. Sul sito della serie leggiamo che ci sono più di 50 milioni di post su Instagram con l’hashtag foodporn e che l’obiettivo del conduttore Michael Chernow è proprio quello di andare in giro per gli Stati Uniti a caccia dei tastemakers, ovvero le persone che stanno dietro ai deliziosi post online, e scoprire ciò che ha reso quel piatto talmente unico da meritarsi tutte le condivisione in rete. Non solo foto però, in questo show, ma anche incontri con chef e responsabili di ristorazione e catering per capire cosa li renda così popolari.

Inoltre da non molto, in Italia, esiste un nuovo programma TV con Benedetta Parodi, intitolato #Prontoepostato, dove si sottolinea che la cucina diventa social e dove la conduttrice va in “soccorso” delle persone che la cercano per consigli e informazioni in fatto di ricette. Sul sito dello show si può leggere:

In soli 5 minuti ecco pronto un nuovo piatto, pronto e postato, pronto da gustare, fotografare e postare!

Un post condiviso da Benedetta Parodi (@ziabene) in data:

Hashtag foodporn: perché fotografiamo e condividiamo immagini di cibo?

A dare manforte ai “paparazzi” del food ci si mette anche la scienza, secondo una ricerca pubblicata dal Journal of Consumer Marketing, infatti, l’atto di scattare una foto prima di mangiare, inclusa la ricerca della luce giusta e dell’angolo di ripresa, può migliorare il gusto percepito di quel piatto.

In uno degli esperimenti effettuati veniva chiesto a circa 120 partecipanti di mangiare dei cibi. Ad un gruppo era stata assegnata una torta red velvet e ad un altro una macedonia di frutta, la condizione posta dai ricercatori era la possibilità, per i commensali, di scattare o meno una foto prima di mangiare. I risultati hanno dimostrato che quanti avevano scattato una fotografia della torta prima di mangiarla avevano anche percepito questa come più buona e saporita rispetto a quanti non avevano fatto la foto. Questa differenza di percezione invece non è stata rilevata per quanti avevano la macedonia.

In un altro esperimento correlato a questo, i ricercatori hanno iniziato a vedere una convergenza tra i cibi salutari e quelli meno salutari dimostrando come la circolazione di immagini, in questo caso anche di cibi sani, possa influenzarne il giudizio. Quando si ha la consapevolezza del fatto che anche gli altri stanno mangiando quel tipo di cibo, fare una foto prima di consumare il pasto, può migliorarne il giudizio. In parole povere, guardare immagini “#cleaneating”, di ciotole di açai e frullati di cavolo su Instagram, ce li fa percepire più gustosi di quanto non sarebbero altrimenti.

Questo accade perché il vedere gli altri che in qualche modo “pubblicizzano” le proprie scelte salutari rende il mangiar sano più desiderabile. Qui siamo ad un passo ancora più avanzato rispetto ai risultati ottenuti con la torta, qui infatti emerge un aspetto di collettività non trascurabile: ci abituiamo cioè ai cibi che vanno di moda e che vediamo scorrendo sulle nostre bacheche fino a pensare che ci piacciano soltanto perché sono più desiderabili dalla community.

Facendo una foto, noi costruiamo un piacere anticipato, la differenza tra una torta a strati e un beverone di cavolo verde è che nel primo caso ciò che stiamo con tutta probabilità anticipando è un gusto desiderabile, nel secondo caso è un atto virtuoso.

Al di là del fatto che si stia parlando di un alimento salutare o no, ciò che non cambia nel fotografare il cibo è che si riduce tutto allo stesso processo, ovvero interagire con ciò che abbiamo nel piatto. C’è da considerare l’angolo di ripresa, l’illuminazione, la composizione, il posizionamento di forchette e coltelli. Tutto questo richiede tempo e rimanda il reale atto di mangiare, stiamo costruendo l’attesa di ciò che avverrà. È per questo che quando finalmente diamo il primo morso, il nostro piatto ci sembra molto più gustoso.

Probabilmente per il cibo salutare non si utilizzerà propriamente l’hashtag foodporn (#foodporn) ma pur sempre di “pornografia” del cibo, in tal senso, si tratta.

Fotografare il cibo prima di mangiarlo diventa un vero e proprio rituale e potrebbe essere proprio questo legame tra aumento della soddisfazione e fotografia a portare molte persone a tirar fuori il proprio smartphone a tavola.

(credits: http://pohtpof.tumblr.com)

Ci sono moltissimi studi che dimostrano che questo rituale che ritarda, anche solo di poco, l’assaporare un piatto, influenza positivamente la percezione del cibo che andremo a mangiare.

Di conseguenza è inutile stupirsi se online ci imbattiamo (e probabilmente continueremo a farlo) nell’hashtag foodporn.

Fonte: McNeilly C. (2016), The Psychological Case for Instagramming Your Food, (estratto da) nymag.com

 

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