
Nell’ambito del settore alimentare, l’intelligenza artificiale si sta affermando come uno strumento di supporto, portando benefici tangibili in termini di qualità del prodotto e riduzione dei costi. In particolare, il segmento del controllo qualità mostra un potenziale di crescita notevole, essendo previsto un incremento del 40,63% su base annua fino al 2028, periodo in cui si stima che il mercato raggiunga i 6,2 miliardi di dollari.
La ricerca effettuata dal team innovazione di PwC Italia svela che nel nostro paese, il 43% delle startup alimentari ha già adottato l’intelligenza artificiale. Altri dati rilevanti mostrano che il 37% delle startup utilizza il machine learning, il 32% si avvale della biotecnologia, e il 28,6% impiega l’Internet delle Cose. Meno diffuse, ma ugualmente importanti, sono le tecnologie come la blockchain e la robotica, adottate rispettivamente dal 10,5% e dal 9,5% delle startup.
Queste tecnologie stanno facilitando un salto qualitativo nel modo in cui l’industria alimentare affronta la produzione e la gestione dei processi, migliorando l’efficienza operativa attraverso l’automazione, la riduzione degli sprechi e l’aumento della produttività, promuovendo al contempo pratiche sostenibili.
In termini di mercato globale, le proiezioni indicano che l’intelligenza artificiale nel settore alimentare potrebbe quintuplicare il suo valore, raggiungendo i 43,4 miliardi di dollari entro il 2028. Questa crescita è supportata da fattori come l’automazione dei processi che, oltre a incrementare l’efficienza, contribuiscono a rendere il settore più sostenibile e competitivo a livello internazionale.
L’influenza dell’intelligenza artificiale si riflette anche nelle abitudini dei consumatori. Secondo PwC, il 45% delle decisioni di acquisto online è guidato da considerazioni sui valori nutrizionali e dal rapporto qualità-prezzo. Inoltre, una percentuale significativa di consumatori (43%) è disposta a spendere di più per prodotti che rispettano l’ambiente e adottano pratiche di business responsabili.
Nel contesto degli acquisti fisici, il 20% dei consumatori predilige negozi specializzati, sottolineando l’importanza di una proposta di valore chiara e differenziata. Questo orientamento verso la qualità e la sostenibilità, se supportato efficacemente dall’intelligenza artificiale, può posizionare l’Italia come un leader nella produzione alimentare pulita, sicura e conveniente, stimolando ulteriormente le esportazioni.
Infatti, l’industria alimentare italiana ha già mostrato segni di robustezza e crescita, nonostante le sfide economiche globali. A gennaio 2024, le esportazioni alimentari italiane hanno registrato un aumento del 14% rispetto all’anno precedente, evidenziando un trend contrario rispetto al calo generale delle esportazioni italiane, che hanno segnato una leggera flessione dello 0,2%. Questo risultato positivo è sostenuto da un aumento delle vendite in mercati chiave come gli Stati Uniti e il Regno Unito, con crescita significativa anche in mercati come la Cina e la Russia.
Questo scenario evidenzia l’importanza strategica dell’intelligenza artificiale nel rafforzare la competitività dell’industria alimentare italiana, sostenendo l’obiettivo di raggiungere i quindici miliardi di euro di esportazioni entro il 2030. Con una base solida e una chiara direzione strategica, l’Italia è ben posizionata per sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica nel settore alimentare.