Viticoltura sostenibile con rizobatteri

Chiara Tezza è la vincitrice del secondo premio della prima edizione dell’Agrifood Future Award, per la categoria non Agraria. La studentessa dell’Università di Verona è stata premiata per il suo lavoro sull’identificazione molecolare del microbiota coltivabile di vite e per la ricerca di rizobatteri con attività di promozione della crescita delle piante.

Il premio è stato consegnato lo scorso 9 maggio a Salerno nel corso di Agrifood Future Research, momento di approfondimento collaterale all’evento nazionale AgriFood Future promosso da Unioncamere in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno, che in sole due edizioni si è affermato come uno dei principali momenti di confronto sul futuro dei sistemi agroalimentari.

L’evento AgriFood Future con la direzione scientifica del professor Alex Giordano, nel 2024 e nel 2025, ha dato vita a una serie di incontri tra imprese, istituzioni e associazioni di categoria, per favorire un dialogo tra tecnologia, comunità e produzione alimentare basato sul concetto di Foodsystem 5.0 Uno stimolo concreto a fare in modo che non siano le innovazioni a guidare il nostro futuro, ma che le soluzioni tecnologiche assicurino uno sviluppo sostenibile sia dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Con AgriFood Future Award si è voluto dare un ulteriore stimolo premiando, in collaborazione con Image Line, quei lavori di ricerca in grado di proporre una innovazione finalizzata a colmare il divario tra produzione scientifica ed esigenze del sistema agroalimentare. Studi concreti che affrontano problemi e propongono soluzioni attuabili dall’industria di settore.

Il lavoro di Tezza dal titolo “Identificazione molecolare del microbiota coltivabile di vite e ricerca di rizobatteri con attività di promozione della crescita delle piante” le ha consentito di salire sul secondo gradino del podio, nella categoria – Non Agraria – per aver dato un contributo importante nello sviluppare un approccio biologico più rispettoso dell’ambiente per garantire la salute e la produttività delle piante e per aver sviluppato delle strategie per far fronte agli stress abiotici e biotici sfruttando il potenziale dei microrganismi del suolo, compresi i rizobatteri, che promuovono la crescita delle piante.

Problemi affrontatiSoluzioni proposteAziende interessate
Dipendenza da fertilizzanti chimici e fitofarmaci dannosi per l’ambiente.

Comparsa di resistenze nei patogeni ai prodotti fitosanitari convenzionali.

Necessità di soluzioni più sostenibili per la protezione e crescita della vite.
Identificazione di batteri PGPR (Plant Growth Promoting Rhizobacteria) isolati dalla rizosfera della vite.

Test di inibizione della crescita di patogeni come Botrytis cinerea.

Sviluppo di strategie di lotta biologica con batteri autoctoni.
Cantine e produttori di vino attenti alla sostenibilità.

Aziende produttrici di biostimolanti e prodotti per l’agricoltura biologica.

Enti di ricerca in microbiologia e biotecnologie agrarie.

Per approfondire il lavoro di Chiara Tezza vai su Agrinotizie

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