Agricoltura: dalle origini ad una versione 4.0

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La storia dell’agricoltura è tanto antica quanto quella dell’umanità: è una storia di lavoro, fatica e conquiste, le cui origini risalgono a circa 23.000 anni fa, quando l’uomo – spinto dai propri bisogni primari – ha iniziato a dedicarsi all’arte di coltivare la terra. Se originariamente era un lavoro di cura e contatto però, nel tempo questa dedizione si è assopita e l’agricoltura ha assunto sempre più una connotazione e un valore quasi prettamente economico. 

Le prime testimonianze riguardo pratiche agricole arrivarono dalla Mesopotamia e dall’Egitto, due zone geograficamente ricche di flussi d’acqua e con un’elevata fertilità dei terreni – per questo particolarmente adatte alla coltivazione. L’evoluzione e la trasformazione delle pratiche agricole hanno poi beneficiato delle progressive conquiste dell’uomo – tecniche, tecnologiche e cognitive. Nel corso del tempo, infatti, si sono susseguite diverse fasi, tutte caratterizzate da un graduale miglioramento delle condizioni di lavoro, di affinamento degli strumenti e delle tecniche e tecnologie a disposizione dell’uomo. 

Dall’agricoltura di sussistenza all’agricoltura intensiva

Agricoltura Rural HackSe inizialmente l’agricoltura aveva come obiettivo unico quello di soddisfare i bisogni primari dei piccoli nuclei – agricoltura di sussistenza – successivamente se ne sono sviluppate forme sempre più orientate alla necessità e possibilità di guadagno. Si è allora iniziato a parlare di agricoltura estensiva, ossia un insieme di pratiche agricole che prevede un impiego limitato di macchinari e trattamenti fitosanitari. L’obiettivo di questo tipo di agricoltura è produrre il massimo raccolto per numero di persone impiegate, valorizzando, quindi, il lavoro e la manodopera. Inoltre, lavorando su terreni molto estesi, consente di limitare lo sfruttamento del suolo lasciandone parte a riposo – a maggese o dedita al pascolo – ed è quindi un tipo di agricoltura sostenibile da un punto di vista ambientale. 

A partire dal secondo dopoguerra, con l’aumento della popolazione mondiale e, il conseguente aumento della domanda di prodotti agricoli, si è poi sviluppata l’agricoltura intensiva, un sistema di produzione che mira a ricavare grandi quantità di prodotti in tempi e costi limitati, e che per questo si basa sull’uso abbondante di concimi chimici, pesticidi ed erbicidi: negli ultimi quarant’anni c’è stato il raddoppio della produzione mondiale di grano e un aumento esponenziale dell’utilizzo di fertilizzante, rispetto agli anni Cinquanta e Sessanta. Nonostante, quindi, l’attività produttiva dell’agricoltura intensiva abbia consentito di assicurare cibo a quasi tutta la popolazione mondiale, nel corso del tempo ha provocato notevoli danni ambientali ed ecologici – quali l’impoverimento nutritivo del suolo, inquinamento delle falde acquifere, deforestazione e la moria degli insetti, in particolare delle api – oggi tutti ben evidenti nel cambiamento climatico, che a sua volta genera conseguenze negative sulle coltivazioni stesse. Infatti, l’agricoltura industriale è una delle attività che contribuisce maggiormente a l’insostenibilità del nostro modello di sviluppo – estrattivo – ed è al contempo uno dei settori più colpiti dalle conseguenze che da esso derivano. 

Agricoltura di precisione e agricoltura 4.0

Possiamo affermare senza paura di sbagliare che ormai, l’agricoltura è cambiata. Le condizioni atmosferiche, climatiche e pedoclimatiche che la influenzano sono cambiate rendendo le pratiche agricole sempre più complesse. Oggi bisogna tener conto di nuovi stress – termico, idrico, luminoso – a cui le colture sono sottoposte, ed è necessario conoscere bene la loro fisiologia per poterli gestire correttamente e minimizzare. 

Agricoltura di precisione Rural HHackArriviamo allora alla forma più attuale: all’agricoltura di precisione – o nella sua versione più recente agricoltura 4.0 – che consiste in una serie di interventi agronomici mirati, che attraverso l’utilizzo di apposite tecnologie, consentono di ottimizzare e migliorare la qualità e la produttività del suolo. L’obiettivo dell’ agricoltura 4.0 è proprio quello di implementare le moderne tecnologie 4.0 nei processi agricoli, così da raccogliere dati utili da analizzare ed effettuare interventi data-driven, in modo da rendere più sostenibile ed efficiente la produzione.  Si stima che oggi il mercato dell’ Agrifood 4.0 abbia in Italia un valore di 540 milioni di euro e sembrerebbe che sempre più aziende ricorrono a soluzioni orientate all’agritech. Molte sono infatti, le soluzioni 4.0 dedicate alle coltivazioni in campo aperto, che possono aiutare le aziende agricole nella fase di pianificazione e coltivazione – semina e raccolta. Le tecnologie alla base di queste soluzioni sono prevalentemente Data & Analytics, piattaforme e software di elaborazione e Internet of Things, dispositivi di mobilità e geolocalizzazione, Cloud e Artificial Intelligence & Machine Learning

Siamo dunque arrivati ad un punto di svolta: la filiera agricola sta mutando e diventa sempre più un complesso ecosistema dove, sulla base di una idea di collaborazione e co-evoluzione, si sta tentando di riorganizzare i sistemi di produzione e trasformare le tradizionali catene del valore. All’interno di questo scenario, che vede come figura centrale il consumatore finale, si ritrovano oggi a collaborare insieme ai tradizionali attori della filiera agroalimentare anche nuovi player – università, centri di ricerca, start up e aziende high-tech, governo e istituzioni -il cui contributo è ormai fondamentale per lo sviluppo di tutti gli operatori coinvolti e del settore. 

 

Fonti e approfondimenti: https://www.mccormick.it/agricoltura-di-precisione/