
ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare – nel report Agrimercati relativo al terzo trimestre dell’anno, evidenzia come l’agricoltura sia stata gravata da anomalie climatiche che hanno portato a un calo produttivo in diversi settori, influenzando negativamente l’economia nazionale. Questa tendenza si è verificata nonostante la presenza di alcuni fattori apparentemente positivi, come la crescita dei prezzi agricoli all’origine e il rallentamento nell’aumento dei costi di produzione.
L’istituto ha rilevato una ripresa significativa dei prezzi dei prodotti agricoli dopo una fase di stallo nella prima metà dell’anno. L’aumento complessivo è stato del 5,7% su base annua. Tale crescita è stata principalmente trainata dal settore vegetale, che ha visto un incremento del 12,2%, mentre il settore zootecnico ha sperimentato una diminuzione del 1,5%.
Pur registrando un aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, ISMEA ha notato una decelerazione nell’incremento dei prezzi dei mezzi di produzione utilizzati in agricoltura, quali fertilizzanti, mangimi e attrezzature.
Sebbene si sia verificato un rallentamento nell’aumento dei costi, le spese globali delle aziende agricole rimangono elevate. Questo è evidente considerando che la crescita cumulativa dei costi, che rappresenta l’incremento totale delle spese in un periodo specifico, ha toccato il 6,6% nei primi nove mesi del 2023.
In questo contesto, il settore agricolo si trova a dover bilanciare tra la necessità di mantenere la produzione e quella di gestire spese operative sempre più onerose.
Questo solleva un interrogativo importante: in che modo le politiche agricole nazionali e internazionali potrebbero essere adattate per meglio sostenere gli agricoltori di fronte a queste crescenti sfide economiche e ambientali?
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