Le posizioni italiane sull’annullamento della proposta legislativa relativa ai pesticidi

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato l’intenzione di proporre l’annullamento della proposta legislativa relativa ai pesticidi, segnando una svolta significativa per le politiche sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari nell’UE. Questo annuncio, fatto durante una sessione plenaria del Parlamento Europeo, risponde alle preoccupazioni degli agricoltori riguardo al futuro dell’agricoltura e sottolinea la necessità di transizione verso pratiche agricole più sostenibili. 

Von der Leyen ha riconosciuto la divisione che la proposta ha creato e ha promesso l’elaborazione di un nuovo testo legislativo più equilibrato in futuro.

Il Ministro italiano dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha accolto con favore questa decisione, interpretandola come una vittoria delle posizioni italiane sul tema e sottolineando l’importanza di ridurre l’uso di pesticidi solo quando esistono alternative valide per proteggere le colture.

«È evidente e logico – prosegue Lollobrigida – che eliminare medicine indispensabili per le piante, lasciandole preda di insetti o fitopatie, contrae decisamente la produzione se non la cancella. Se i consumi europei restano invariati, ci si deve approvvigionare, di conseguenza, da paesi terzi che non rispettano alcuna delle regole che imponiamo ai nostri agricoltori. Anzi: producono utilizzando maggiori quantità di pesticidi. In questo modo l’effetto su aria e acqua del pianeta è esattamente l’opposto di quello dichiarato. L’Italia ha proposto di lavorare, ed è stata avanguardia in questo, sulle Tea per garantire piante più forti e resistenti che possano fare a meno di agrofarmaci. Le politiche pragmatiche del nostro Governo in Italia e in Europa stanno portando i primi frutti. Recuperare i disastri di anni di politiche irrispettose della produzione e del lavoro agricolo richiederà tempo. Ma la strada intrapresa è quella corretta» – Lollobrigida

Da parte sua, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha enfatizzato il rischio che la proposta originale avrebbe comportato per il 30% delle produzioni tradizionali italiane, evidenziando come la decisione di ritirare il regolamento salvaguardi elementi fondamentali della dieta mediterranea.

«Il ritiro della proposta di regolamento sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (Sur) salva il 30% delle produzioni alla base della dieta mediterranea, dal vino al pomodoro, messe a rischio dall’irrealistico obiettivo di dimezzare l’uso di agrofarmaci» – Prandini

Carlo Piccinini, a capo di Confcooperative Fedagripesca, ha criticato la proposta per la sua eccessiva ideologizzazione e ha espresso sollievo per il suo ritiro, sottolineando la necessità di un dialogo aperto e basato sulle esigenze reali degli agricoltori europei.

«La cooperazione agroalimentare è stata tra le prime organizzazioni a lanciare l’allarme già due anni fa sulle conseguenze negative che la proposta della Commissione avrebbe avuto, non solo sugli agricoltori, costretti a produrre senza difese adeguate per le colture, ma anche sui cittadini europei, che avrebbero progressivamente visto soppiantare le produzioni comunitarie da prodotti provenienti da paesi extraeuropei con standard di sicurezza alimentare di gran lunga più bassi. Oggi possiamo tirare un grande sospiro di sollievo, anche se restano oggettive difficoltà per le attuali restrizioni all’uso di determinate sostanze per alcune produzioni ortofrutticole» – Piccinini

Massimiliano Giansanti di Confagricoltura ha lodato il prevalere del pragmatismo sull’ideologia, evidenziando come la proposta avrebbe potuto limitare drasticamente la produzione agricola italiana.

«Ora va sospesa l’entrata in vigore delle nuove misure in materia di emissioni industriali estesa agli allevamenti e sul ripristino della natura. I testi potranno essere rivisti alla luce dei risultati del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura promosso dalla Commissione Ue. E’ una questione di coerenza» – Giansanti

Infine, Cristiano Fini di Cia-Agricoltori Italiani ha esaltato la decisione come una svolta cruciale per evitare impatti negativi sulla produzione agricola e sulla sicurezza alimentare, invitando a un approccio più graduale e realistico verso gli obiettivi ambientali, sottolineando l’importanza della difesa integrata e della ricerca.

«Ci siamo battuti fin da subito per sostenere l’impraticabilità di un taglio netto del 50% dei fitofarmaci al 2030 senza valide alternative e con la crisi climatica in atto. Alla fine il passo indietro è giunto, ora chiediamo all’Europa di promuovere davvero una politica graduale, realista e gestibile per giungere ai target green, riequilibrando le esigenze produttive agricole con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sviluppando la difesa integrata e investendo di più su ricerca e innovazione. Confidiamo che domani la plenaria del Parlamento Ue dia un altro segnale importante di ascolto agli agricoltori, votando a favore del dossier sulle NGTs, uno strumento essenziale per ottenere colture resistenti alle malattie e resilienti ai cambiamenti climatici» – Fini

La reazione a questo annuncio da parte di vari attori nel settore agricolo evidenzia una vasta gamma di opinioni e la necessità di un approccio equilibrato che consideri sia le preoccupazioni degli agricoltori sia le aspirazioni ambientali dell’UE.

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