Il 10 e l’11 maggio a Roma, in Vaticano, si è tenuto il secondo World Meeting on Human Fraternity, organizzato dalla Fondazione Fratelli Tutti, al quale ha partecipato anche il nostro direttore scientifico Alex Giordano.
Dopo 4 mesi di lavoro intenso si sono riuniti i tavoli di discussione, tra cui quello sul futuro dei bambini a cui ha partecipato anche Papa Francesco e quello sull’agricoltura che è stato chiuso dal Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchù Tum. Aver potuto scambiare una prospettiva “sympoietica” con Rigoberta Menchù Tum che si è dimostrata molto incuriosita dalla nostra idea non coloniale di vivere le tecnologie è stato un grande onore.

Nel tavolo di lavoro Agricoltura, dedicato al futuro dei sistemi agroalimentari, anche il nostro direttore scientifico Alex Giordano, docente di trasformazione digitale e tra i primi in Italia ad occuparsi di innovazione sociale e tecnologica applicata ai sistemi agroalimentari.

Durante l’evento sono stati discussi molte delle tematiche presenti nell’ultimo libro FoodSystem 5.0: Agritech, Dieta Mediterranea e Comunità(edito da Edizioni Ambiente), ed a latere con molte delle figure di spicco presenti ai lavori c’è stata la possibilità di approfondire la prospettiva come con Samia Nkrumah, la prima donna alla guida di un importante partito politico in Ghana e descritta dall’Huffington Post come “Il nuovo Mandela”, con la quale si è parlato della possibilità di poter applicare modelli di open source, hardware a progetti già avviati sulla trasformazione del sistema cibo in ottica di economia circolare.

Anche con Nosipho Nausca-Jean Jezile, Ambasciatore e Presidente del Comitato sulla Sicurezza Alimentare Mondiale si è potuto parlare dello scambio della facilitazione per la trasformazione ecologica e digitale in ottica di reciprocità. Infatti in Africa ci sono già forti attitudini e competenze– anche tecnologiche- per gestire l’agricoltura in contesti climatici estremi.

Con Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, si è parlato dell’urgenza di diffondere la prospettiva che portiamo avanti da anni con Rural Hack che va nella direzione di “addomesticare” le tecnologie all’agroecologia.


Sabato mattina abbiamo avuto il privilegio di essere ricevuti dal Papa, una delle voci più influenti al mondo, un faro di speranza e guida spirituale per milioni di persone. A partire dalla Sua ultima enciclica “Fratelli tutti sulla fraternità e l’amicizia sociale” il Papa critica la dipendenza dalla tecnologia come soluzione a tutti i problemi, evidenziando che mentre la tecnologia può contribuire al benessere, non può sostituire la necessità di giustizia e di relazioni umane veramente inclusive. Per il Papa è chiaro che la tecnologia, compresa l’intelligenza artificiale, sta modellando le relazioni sociali e lavorative. Ci chiedeva di raccogliere la sfida, di lavorare sodo per garantire che la tecnologia non porti all’isolamento o all’incremento delle disuguaglianze, ma sia invece uno strumento per il bene comune. Un solco su cui siamo in tanti ad essere impegnati, forse è davvero il momento di superare barriere e steccati e di rimboccarsi le maniche costruendo ponti per poter lavorare su un solco di fraternità. Insieme.
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