L’export dei prodotti agroalimentari campani nel mondo
Al via il ciclo di iniziative congiunte tra Rural Hack e l’Italian Chapter del World Food Forum della FAO.
A Napoli un seminario con la diplomatica del cibo Amy Riolo, l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca, Khalil Noran, presidente del World Food Forum Italy National Chapter (FAO) e il professor Alex Giordano.
Napoli, 11 febbraio — Presso il Societing Lab del Polo Tecnologico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, a San Giovanni a Teduccio, si è tenuto questa mattina un seminario dal titolo “Promuovere la Dieta Mediterranea in Italia e nel Mondo: opportunità e sfide”, condotto da Amy Riolo, una delle figure più autorevoli e riconoscibili a livello globale nel campo del cibo, della Dieta Mediterranea e della diplomazia alimentare.

Introdotto dai saluti del professor Domenico Accardo, direttore del CeSMA Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati” dell’Università di Napoli Federico II, l’incontro ha rappresentato il primo appuntamento ufficiale di un ciclo biennale di iniziative, previsto dalla partnership sottoscritta tra Rural Hack e il World Food Forum Italy National Chapter della FAO che è stata siglata questa mattina tra il professor Alex Giordano, direttore scientifico di Rural Hack e la dottoressa Khalil Noran, presidente dell’Italian Chapter del World Food Forum della FAO. Nell’ambito di tale accordo, Rural Hack diventa la sede di riferimento del World Food Forum Italy National Chapter per il Sud Italia, rafforzando il ruolo del Mezzogiorno nel dialogo internazionale sui sistemi agroalimentari sostenibili, in linea con la missione della FAO.
Salute e Dieta Mediterranea come leve per l’export agroalimentare
Il seminario ha coinvolto 30 giovani ricercatori membri dei due network provenienti da tutto il mondo, impegnati congiuntamente nello studio e nella divulgazione di modelli agroalimentari sostenibili e orientati ai mercati internazionali.

Il seminario ha affrontato il tema della Dieta Mediterranea come asset strategico per l’export, con particolare riferimento ai prodotti agroalimentari italiani e campani. L’impatto sulla salute di alcuni prodotti e di alcuni approcci all’agricoltura rigenerativa è stata analizzata come driver competitivo per l’accesso ai mercati esteri, in un contesto globale sempre più attento alla prevenzione delle malattie croniche, alla qualità nutrizionale e alla sostenibilità dei sistemi alimentari.
Accanto agli aspetti scientifici, è stata approfondita la dimensione culturale della Dieta Mediterranea, intesa come insieme integrato di pratiche alimentari, tradizioni, stili di vita e identità territoriali, elementi fondamentali per costruire valore e credibilità sui mercati internazionali.

Al termine del seminario c’è stato un dialogo istituzionale sul tema salute, territori ed export agroalimentare, che ha visto la partecipazione di Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Alex Giordano, direttore scientifico di Rural Hack, Khalil Noran, presidente del World Food Forum Italy National Chapter (FAO).
Il confronto è stato dedicato alle opportunità di sviluppo per i prodotti campani sui mercati internazionali, in coerenza con le strategie regionali e con le priorità globali in materia di sistemi alimentari sostenibili.

La Dieta Mediterranea non è semplicemente un modello nutrizionale. È cultura, tradizione, sostenibilità, tutela della biodiversità e valorizzazione del lavoro agricolo. Nei nostri territori — e in Campania in particolare — essa rappresenta il risultato di generazioni di saperi contadini, della qualità delle produzioni locali e del profondo legame tra le comunità e la terra. Questo patrimonio trova oggi una conferma anche nei dati economici: nel 2024 l’export agroalimentare campano ha superato i 5,7 miliardi di euro, con una crescita del +111% rispetto al 2014, collocando la Campania al quinto posto tra le regioni italiane per valore dell’export agroalimentare. Fonte dati Campania Mater, realizzato dalla Regione Campania con il contributo di NOMISMA e Rural Hack.
Dichiarazione Amy Riolo
Questa presentazione mi ha dato l’opportunità di evidenziare come la salute possa diventare un motore strategico per l’internazionalizzazione. L’evidenza scientifica, la qualità nutrizionale e la sostenibilità possono diventare leve concrete per rafforzare il posizionamento globale dei prodotti italiani e mediterranei che consente progressi sia in ambito sanitario che economico.
Dichiarazione Assessore Serluca
Come istituzioni, abbiamo la responsabilità di sostenere questo patrimonio. In questa direzione, con il mio assessorato abbiamo affidato proprio a questo polo tecnologico un lavoro sulla blockchain che sarà curato da Rural Hack, per comprendere come addomesticare questa tecnologia agli scopi delle produzioni di qualità della nostra regione, un percorso che sarà presto pronto e messo a valore.
Dichiarazione Alex Giordano
Il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità rappresenta senza dubbio un passaggio rilevante, ma anche profondamente ambiguo. I dati mostrano con chiarezza come questa ricchezza territoriale conviva con dinamiche economiche e sociali contraddittorie. Questa asimmetria segnala un nodo strutturale: il rischio di rafforzare il “Made in Campania” come marchio, senza rafforzare allo stesso tempo i sistemi ecologici e sociali che lo rendono possibile. In questo senso, la partnership tra Rural Hack e il National Youth Chapter Italy della Youth Initiative del World Food Forum vuole essere uno spazio di ricerca-azione, in cui giovani ricercatori, territori, istituzioni e reti internazionali possano sperimentare nuove grammatiche del cibo.
Dichiarazione di Noran Khalil presidente World Food Forum Italy Chapter – FAO
Il nostro lavoro si fonda sulla convinzione che le grandi sfide contemporanee – alimentari, sanitarie, ambientali e sociali – debbano essere affrontate da varie prospettive. L’approccio One Health rappresenta una cornice imprescindibile per leggere la complessità dei sistemi alimentari. Riconoscere l’interdipendenza tra salute umana, salute animale e salute degli ecosistemi significa spostare l’attenzione dalla gestione delle emergenze alla prevenzione. La Dieta Mediterranea rappresenta un sistema culturale, sociale ed ecologico che tiene insieme territori, biodiversità, pratiche produttive e relazioni comunitarie. Promuoverla significa andare oltre la celebrazione simbolica e affrontare le trasformazioni che ne minacciano l’esistenza anche nei contesti mediterranei. È in questa prospettiva che si colloca la partnership tra il World Food Forum Italy Chapter e Rural Hack. Una collaborazione strategica che unisce visione globale e sperimentazione territoriale, rafforzando il ruolo del Mezzogiorno e del Mediterraneo come spazi chiave di innovazione sui sistemi del cibo. Attraverso alleanze di questo tipo, il World Food Forum Italy Chapter intende contribuire alla costruzione di sistemi alimentari più sani, sostenibili e inclusivi, riconoscendo nei giovani non solo destinatari di politiche, ma attori centrali della loro progettazione e governance.

Il World Food Forum Italy Chapter – FAO è il capitolo italiano del World Food Forum (WFF), l’iniziativa globale lanciata dalla FAO per mobilitare giovani, innovatori, ricercatori, istituzioni e settore privato attorno alle grandi sfide dei sistemi agroalimentari: sicurezza alimentare, sostenibilità, innovazione, clima, inclusione sociale.
Rural Hack è la task-force del SocietingLAB, un laboratorio dedicato alla digital social innovation che opera nell’ambito delle attività del CeSMA Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati dell’Università di Napoli Federico II. Rural Hack si dedica in particolare all’agritech, lavorando per facilitare l’applicazione delle tecnologie 4.0 alle produzioni agricole di qualità caratteristiche del Made in Italy.
Amy Riolo, una voce globale del cibo
Parlare di Dieta Mediterranea oggi significa parlare di sistemi alimentari come determinanti di salute pubblica, ambientale e sociale.
La scelta di Amy Riolo come ospite del primo evento congiunto tra Rural Hack e il National Youth Chapter Italy del World Food Forum risponde esattamente a questa esigenza. Il suo lavoro tiene insieme due dimensioni che troppo spesso vengono separate: la forza simbolica della tradizione e la solidità delle evidenze scientifiche. La sua narrazione della Dieta Mediterranea non è nostalgica, ma sistemica. Non riduce il cibo a nutrizione, né la cultura a folklore. In un contesto segnato da una crescente attenzione dei consumatori verso salute, ingredienti e sostenibilità – ma anche da una diffusa disinformazione alimentare che genera ansia e scelte non sempre basate su evidenze – la Dieta Mediterranea può diventare uno strumento potente di educazione alimentare solo se viene sottratta alle semplificazioni mediatiche e restituita alla sua complessità.

Autrice di 21 libri bestseller, presenza costante sui principali network televisivi internazionali (tra cui CNN, Fox, ABC, CBS, NBC e Travel Channel), Amy Riolo è una delle figure più autorevoli nel dibattito globale su cibo, salute e cultura alimentare. Per il suo contributo alla promozione della cucina italiana e della Dieta Mediterranea nel mondo, è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal Presidente della Repubblica Italiana.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con università, istituzioni pubbliche, organismi multilaterali e ambasciate, utilizzando il cibo come strumento di diplomazia culturale ed economica.